Archivio | ottobre, 2013

Meetic, dove sei??

24 Ott

Meetic mi ha corteggiato per anni. La sua mail “7 milioni di single ti stanno aspettando” ha bussato alla mia casella elettronica infinite volte. Ovviamente da brava figa di legno io ho sempre snobbato questi poveri 7 milioni di single, che a quanto pare non mi aspettano più. Meetic ha smesso di scrivermi. A ventinove anni non sono più carne appetibile per 7 milioni di single. Il treno Meetic è partito, i miei tre giorni di prova gratuita mi hanno fatto Ciao Ciao. Andata. Puff.

Non ho avuto il tempo di cadere nel baratro del melodramma e contorcermi sul divano come una moderna Emma Bovary in pena per questa mesta notizia che subito mi si è presentata una seconda occasione: “Adotta un ragazzo”.

Ok. Dai. A sto giro scarico l’app e vedo com’è, sticazzi. Sicuro m’ammazzo di risate. Sicuro.

Appena il tempo di creare il profilo, senza descrizione, forse con appena la foto (di me di profio, che stiamo tutti molto calmi una basta) e già li vedo all’orizzonte. Li riconosci, li senti prima che si manifestino a scriverti “Ciao :)”.

I MORTI DI FIGA.

Dopo i primi tre elementi tutti reggaeton e latino americano, corro subito a scrivere i miei 5 artisti musicali preferiti, i miei 5 film del cuore e altrettanti libri. Per favore cercate di capire che sono snob, che la cultura per me è importante, che sono una piaga. Tentativo inutile baby, esattamente come le cimici in autunno lui vuole stare dove stai tu.

Ma ecco una raccolta delle cose che più mi hanno fatto ridere (perché ho riso tanto):

– Dan Brown spacca. Al primo uomo a cui non saprò cosa regalare, donerò Angeli e Demoni, che a quanto pare è il libro della vita per gli orfanelli di Adotta un ragazzo.

– Toyboy, anni 43.
Ecco caro, io non so bene quale sia il tuo target di riferimento, ma a meno che non ti voglia proporre  in qualche casa di riposo, le tue primavere da toyboy sono finite da un pezzo, ma tranki (scrivere così pare andare un sacco), stanno per iniziare le tue primavere vintage.

– Vorrei ringraziare Sergio, che non ha scritto nulla di se, ma ha ritenuto fondamentale scrivere che il suo programma TV preferito è “I Jefferson” e Marco, che considera Quattroruote il suo terzo libro preferito e Al Volante il quarto. Grazie

– Liga e Vasco non ce li leviamo dai coglioni, manco qua.

– Mary per Sempre e I Ragazzi Sono Fuori sono i film del cuore di Stefano. Che tra l’altro soffre troppo il SOLLETICO. Che mattacchione!

– La mail standard sarà sempre la stessa: “Ehi ciao bella! Come va? ;)”

– La grammatica italiana è una cazzata. Non esiste più. Arrenditi o muori zitella.

– Gli uomini vogliono donne dolci, divertenti, sensibili, di buonumore, intelligenti, con occhi profondi, capelli morbidi e profumati in cui perdersi, ma anche passionali e forti e coraggiose e indipendenti. Le pubblicità dei farmaci contro i dolori mestruali non vi hanno proprio insegnato una fava: quelle donne li non esistono per davvero. Neanche ai corsi di latino americano.

– IO SONO UNA SNOB

Ma vorrei dedicare un pensiero all’uomo con il profilo così interessante da convincermi a metterlo nel mio carrello.

Carino, gusti musicali particolari  colti, film belli, stesso libro preferito. Ovviamente era il peggio dei pacchi.

Alla mia citazione morettiana, un innocente “Faccio cose, vedo gente” lui ha risposto con testuali parole:

“mmm mi si nota di più se ti rispondo senza entusiasmo o se faccio finta di non aver letto il messaggio?”

E fin qua tutto ok.

Ma poi è sparito. Buco nero. boh.

Eh però, manco t’avessi detto che hai la mamma maiala.

La mia esperienza con adotta un ragazzo si chiude qua. corro a cancellare l’account.

Meetic, te prego torna a scrivermi o non mi resterà che aspettare con ansia lo speed date di San Valentino organizzato all’Ikea.

PS: per chi se lo stesse chiedendo, il ragazzo valido per qualche motivo si è offeso e qua è riassunta una piccola parte della storia. Moretti lo turba, pare.

le perle del lunedì nr. 2

21 Ott

Una sera di inizio luglio mi diedi appuntamento per cena  con le mie amiche per festeggiare il successo lavorativo di una di noi.

In una delle pause sigaretta vediamo avvicinarci un uomo dalle seguenti caratteristiche:

Caso umano con età sopra i 50 e senza sigarette (secondo me anche senza parecchi denti, o almeno senza i denti nei punti giusti).

Ovviamente si avvicina a noi.

Alla mia amica nr 1 scrocca una sigaretta, alla nr. 2 fa una battuta non divertente che non ricordo; poi guarda me e dice testuali parole:

“Son pieno di polvere, mi scopi?”

La solita fortunella.

Io a ballare ci vado col walkman

7 Ott

 

 

 

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Sabato sono andata a ballare, che gioia.

Il ballo è un’attività che mi garba assai, e credo anche di avere un ottimo potenziale dentro di me. Potevo diventare una concorrente di Amici, o una stella della mazurka; peccato per le mie ginocchia di cartapesta, che comunque non mi tengono lontana dal dancefloor.

Ogni volta che solco un dancefloor mi rendo conto che, oltre al fatto di ballare di per se, trovo molto interessante e soddisfacente osservare gli altri e suddividerli in categorie.

1) QUELLO/A BRAVO/A: niente lui è bravo, con ogni pezzo. Non osare sfidarlo, perderesti. Rassegnati, e continua la tua serata con il passo base destra – sinistra, guardalo di sfuggita con ammirazione e poi torna a guardare per terra. Hai perso.

2) L’ESIBIZIONISTA: ha accumulato un numero discreto di lezioni di prova di Latino Americano riuscendo ad imparare con sicurezza il passo base del Mambo. Se in tutta la serata il dj non gli mette “Mambo Italiano” aspetterà il momento “Maracaibo”, e invece di aggregarsi al trenino scombinato scioglierà il bacino e alè: destra – sinistra – avanti – indietro piroetta TADAM! (manco stavolta è caduto a terra)

3) LA REGINA DEL GHETTO: la panterona iper scollata, iper scosciata con orecchino da 3,5 Kg cad. Non importa se sono i Pantera, Mina, i Chumbawamba o 44 gatti in fila per sei col resto di due: per lei è tutto una combinazione di tettepanzaculo. Una sorta di versione 2.0 del “Testa spalla” di Don Lurio buonanima.

4) IL DANZATERAPEUTA: lui la musica la sente e ha bisogno di spazio perché deve muovere tutto il suo corpo in tutto lo spazio libero che c’è. Lui attua la fotosintesi clorofilliana del ballo: scarica stress per emanare gioia (ovviamente sua, mica tua). Non gliene fotte niente di risultare imbarazzante perché lui lo sa: la musica la sente e comunque balla a tempo e comunque quando torna avrà eliminato circa 547 chilocalorie. E se ti ha rotto le palle, cazzi tuoi (Si questa è la mia categoria principale).

5) LO SFIGATO: con una faccia così non potevi che muoverti così. Però almeno ti potevi vestire meglio, dai.

5,5) LO SFIGATO IN COPPIA O IN GRUPPO: punto 5) elevato al numero dei componenti del branco. Se partono a fare ballettini con le dita guardandosi negli occhi vai al bar. E’ meglio.

6) LO SNOB: una volta erano i dark, poi ci sono stati i grunge, poi ci sono stati gli indie, poi ora ci sono gli hipster, in futuro forse saranno i Belibers. Niente, loro se la musica è troppo mainstream stanno anche 3 ore con la faccia contratta in segno di disgusto. Se invece parte il pezzo sconosciuto che ti straccia le palle e svuota la pista loro partono ad ondeggiare ad occhi chiusi che te li guardi e pensi: sta male? ma l’amico suo non gli dice niente? ma magari gli tiro del ghiaccio in faccia così gli cascano i baffi si ripiglia e magari sorride?

7) LA BALLERINA CLASSICA: la figa di legno del ballo popolare e ignorante. Entra in pista con grande raffinatezza perché lo sa che potenzialmente potrebbe dare merda a tutti, poi parte Maracaibo, parte il trenino e lei si blocca. L’improvvisazione non fa per lei e manco il classico gesto dell’avvitare le lampadine in aria. Con lo sguardo rassegnato cerca se magicamente è apparsa una sbarra che la faccia sentire a casa e atterrita molla la pista, il trenino e l’odore di capra della gente.

8) VORREI LA PELLE NERA: le piace ballare ma in modo normale. Poi parte “Single Ladies” o un pezzo qualunque di Beyonce e lei perde la brocca. Come Sailor Moon fa una piroetta e si catapulta nel magico mondo di” Save the last dance”. L’ hip hop e l’ R’n’B sono dentro di lei, o almeno così lei crede. Lasciala tranquilla, il trenino di Maracaibo la farà tornare nella stessa pista che sa di sudore in cui sei tu.  (tipologia mia nr.2)

9) IL CIUCCO MOLESTO: lo siamo stati tutti e l’abbiamo subito tutti. Se sei tu il giorno dopo non ti renderai conto del grado di imbarazzo raggiunto. Se non sei tu, come lo vedi avvicinarsi con quel sorriso storto e quelle braccia che si agitano in preda alle convulsioni vattene. Subito.

10) IL VENTENNE COMUNISTA: felpa col cappuccio anche ad agosto, capello corto o lungo e riccio, sudore adolescenziale. Spera di non essere vicino a lui quando parte “Ci piace Malcom X e le pantere nere”. Manu Chao ce lo siamo tolto dai coglioni, ma questa tipologia di maschio ingombrante e olezzoso ancora no. Si ripropone costantemente

11) QUELLI CON IL WALKMANN: i miei preferiti. Loro li puoi guardare tutta la sera balleranno sempre un’altra canzone rispetto alla tua. Tu saltelli perché ci sono i Chumbawamba e loro ballano a ritmo di Mambo Italiano. Mettono M.I.A.? loro forse stanno ballando i Ramones. Io tutte le volte vorrei chiedergli: Ma te che canzoni senti? E’ più bella di questa che sentiamo noi? Ma chi sono io per rovinargli un dj set perfetto, tanto a un certo punto metteranno Gianna e l’incanto finirà.

Che poi, il trenino di Maracaibo non lo faccio manco io che la gente è sudata, e puzza. CAPRE.

Video

same love

3 Ott

da un mesetto sto in fissa con sto pezzo.
I motivi sono tre:
1) essendo un po’ tamarra Macklemore non poteva che piacermi tantissimo
2) il ritornello è di quelli che mi fanno pensare di cantare bene
3) il video è proprio bello. Anche perché supporta un argomento su cui l’intero mondo ce la dovrebbe fare ad evolversi.

Che poi, l’omosessualità. Tutto sto parlarci, questo essere pro, contro, friendly….io non lo capisco. A me il concetto di omosessualità non mi ha mai turbato. E’ una cosa che esiste, una cosa normale, ci sono i biondi e i mori, gli astemi e le spugne, gli etero e i gay. Una caratteristica che fa parte di una persona, che magari non fa parte delle mie caratteristiche, ma che è una cosa normale. Come se uno mi dicesse: “Sai, a me piace fare sport”, e io rispondessi: “Ambè, affari tuoi, a me no. Chiamami per bere una birra e fare le chiacchere”.
Ma l’altra settimana è uscito il polverone Barilla, e alè. Daje di parole e discorsoni.
Secondo me, la dichiarazione di Monsù Barilla può essere discutibile, ma lui è un imprenditore e della sua impresa ci faccia quello che vuole, la sponsorizzi come meglio crede. Alla fine in questo modo ha fatto un’ottima mossa di marketing. I pro/friendly tutti a fare parolone sdegnate, così i contro/bigottoni tutti a dire “Mitico lui, ora compro solo Barilla.” E bla bla bla.
Non ve lo foste cacato…. Esiste sempre il boicottaggio, che resta sempre il metodo più efficace. Come quando ti sbolognano e te ti metti subito con un altro e tiè, rosica.
Viviamo in un Paese dove per buona parte delle persone avere il figlio frocio è una disgrazia, peggio del figlio malato o del figlio drogato (lo scrivo perché ho sentito questo discorso poco tempo fa, con queste esatte parole). Questo ci dovrebbe far indignare, questo ci dovrebbe far vergognare di alcune delle persone che abbiamo attorno. Questo dovrebbe riempire le nostre pagine facebook e questo dovrebbe accendere le nostre discussioni all’aperitivo.
L’ignoranza e la cattiveria contro una cosa talmente naturale che dovrebbe essere scontata.
Non le parole di un imprenditore a caso.
Che tanto, alla prossima offerta nei supermercati, già vi sarà passata e i Pan di Stelle ve li comprerete di nuovo.