I preliminari al gusto pieno della vita

27 Nov

Quante volte ci siamo trovati incastrati nel discorso “Quali sono i piaceri della vita?”.

Un susseguirsi di cose tra cui spadroneggiano: il sesso, il vino, il buon cibo, viaggiare, lo shopping, bla bla bla.

Io nella mia semplicità di ragazza di provincia ho sempre sostenuto che quelle sì sono cose meravigliose, ma che vengono in un secondo momento. Prima ci sono i piaceri della vita base.

Non venite a dirmi che un bicchiere di Chianti vi risolve la vita quando state camminando da circa due ore alla ricerca di un bagno perché la vostra vescica proprio non ce la fa più a trattenere la pipì. Ancora dieci passi e non riuscirai più a camminare dal male. Poi finalmente il bagno ti appare, entri e in quei 30 secondi di infinita pipì i tuoi pianeti sono tutti allineati per il verso giusto, raggiungi il Nirvana, improvvisamente il mondo è un posto bellissimo, anche se fuori piove e ci sono 2 gradi con l’umidità al 90%, e tu hai le scarpe sbagliate.

Oppure dormire. Perché è così sottovalutata la bellezza del dormire? Restare a casa il venerdì o il sabato sera per dormire. Più ti avvicini ai 30 più ti accorgi che nella tua settimana ci possono stare al massimo due serate dove dormi meno di 7 ore, dopo di chè ti trasformi in Ursula della Sirenetta. Nessuno ti può parlare, nessuno ti può invitare e dio mio levate se per sbaglio mi tocchi.

E quando sei malato, quando hai la febbre, mica pensi a quanto sarebbe bello trovarti un dottore sexy con cui fare robe sconce tra uno stetoscopio e un termometro? Niente in quel caso può battere tua madre. Neanche l’amore della tua vita, per quanto ci metta premura, può essere paragonato alla mamma se hai 39.5 di febbre.

Nel mio caso poi nulla può battere mia madre che arriva a casa mia, mi prepara latte e Nesquick, mi obbliga a mettermi i calzini e poi mi rimbocca le coperte.

Per non parlare di una lattina di Coca Cola quando sei in pieno hangover, o la sensazione di leggerezza dopo quel rutto agognato per 40 minuti dopo quella cena in cui hai mangiato per te e per tutta l’Africa intera.

Questi sono alcuni dei piaceri base, quelle cose che quando succedono ti fanno dire “Oddio, menomale” e ti rilassano il volto.

Quando i bisogni base sono sistemati allora sì che posso pensare al resto, sì che posso gustarmi il gusto pieno della vita anche senza una bottiglia di Averna al mio fianco.

Sì che posso fare l’elenco:

urlare “Il mare!!!!” la prima volta dell’anno che faccio la Torino – Savona e dopo quella precisa curva tutto d’un tratto appare il mare;

il vitello tonnato;

andare dal panettiere, trovare il pane caldo e mangiarmi una rosetta per strada;

ballare da sola Tainted Love;

l’odore dell’erba appena tagliata;

l’odore del bucato;

il sesso fatto bene;

prendere l’aereo da sola;

trovare 10 euro nella tasca del cappotto dell’anno scorso;

lo sguardo della mia migliore amica quando dico una stronzata;

i secondi appuntamenti (che nei primi c’è sempre troppa ansia);

l’odore delle caldarroste;

i concerti dei blur;

il momento in cui al cinema le luci si spengono e il film inizia;

la polenta fatta da mia mamma;

i regali inaspettati;

essere presa in braccio e fatta girare;

innamorarsi.

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