Archivio | dicembre, 2013

Buona fine e buon principio

31 Dic

Et voilà siamo arrivati alla fine del 2013.

Ho già pronto tutto il mio kit di oroscopi 2014 che a breve consulterò.

Così, con sapienti taglia e cuci tra Branko, Paolo Fox, Capitani ed Astra mi farò un’idea se il 2014 sarà un anno col botto o un anno col peto.

Che poi non è che mi posso lamentare di questo 2013: mi sono capitate delle cose fighissime, ma mi sono ritrovata anche a navigare in mari di merda. Quindi, caro Saturno, ci sono altri 11 segni zodiacali con cui te la puoi prendere: perché non ci fai un pensierino??

Intanto rendiamo grazie perché oggi è Capodanno e io non ho nessuna forma influenzale: grazie mamma che mi hai gentilmente pagato una settimana in Liguria quest’estate.

Ma veniamo alla parte seria.

Siccome so che siete tutti dei mentecatti come me, sono certa che abbiate già dedicato del tempo al rito del: “Trova il fioretto per il 2014”.

Io tiro in ballo gli evergreen che da anni non riesco ad esaudire: laurearmi e smettere di fumare. Dalla regia mi dicono che i suddetti fioretti sono già candidati anche per il 2015.

Ergo, per pararmi il culo con la coscienza ed arrivare al 31 dicembre 2014 soddisfatta di me stessa, mi sembra saggio pormi degli obiettivi più umani.

Il primo obiettivo, che a me cambierebbe tantissimo l’esistenza, è il seguente:

TROVARE UN MODO SEMPLICE DI INSERIRE IL PIUMONE NEL COPRIPIUMONE

Per quanto questa pratica sia l’attiività sportiva più faticosa da me svolta, non posso tutte le volte perdere mezz’ora e fare una fatica immonda per un’attività che, ne sono certa, milioni di persone riescono a fare con semplicità.

COMPRARE DEI LAMPADARI

Mamma te lo prometto nel 2014 li comprerò e sarai un po’ più orgogliosa di me

FINIRE IL TRASLOCO

Con calma però. Non pressatemi.

EVITARE DI COMPORTARMI COME PACMAN AD OGNI EVENTO IN CUI CI SIA UN BUFFET

Matrimoni, compleanni, aperitivi, inaugurazioni, Natale, Pasqua, promoter al supermercato: portami, dammi il via, e io mangerò tutto quello che trovo nel mio percorso. Ecco, magari basta.

Ultimo, ma più difficile, anche quest’anno ci proverò, perché ogni anno miglioro sempre un pochino su questo fronte:

EVITARE QUALSIASI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON I CASI UMANI.

 

Per chiudere in bellezza vi lascio un consiglio sulle cose che ho letto, sentito, visto più belle nel 2013 (giusto perché mi piace fare la sborona ogni tanto e far finta di avere un minimo di cultura):

LIBRO: Open (Andre <3)

DISCO: Electric Lady di Janelle Monae ( nessuno di voi l’ha ascoltato, ma è bello)

FILM ITALIANO: Viva la Libertà

FILM STRANIERO: Il lato positivo.

E per l’ultima volta del 2013 voglio ancora dire: LA GRANDE BELLEZZA NON E’ UN BEL FILM. Tiè

Quindi cari: Buona fine e buon principio!

Quando partirà il medley brasiliano alla vostra festa di capodanno stanotte, non deludetemi. Fuori il coraggio, prendete l’iniziativa e fate partire il trenino.

Che il vodka lemon sia con tutti voi.

#bacistellari

 

 

Winter’s child

27 Dic

L’inverno è la stagione più trattata male da voi altri. A me piace, tanto. Io voglio proprio bene all’inverno.

Sì, è vero, fa freddo. A volte fa fottutamente freddo.

I piedi si trasformano in due ghiaccioli e io ho le mani troppo piccole per i guanti da adulti, e non sempre mi sembra il caso di sfoggiare i miei guanti di Hello Kitty taglia bambina, quindi anche le mani diventano due ghiacciolini. Ma questi sono solo due piccolissimi, trascurabilissimi dettagli.

Perché l’inverno ci offre altri motivi per amarlo molto.

1) A parte rare eccezioni, siamo tutti pallidi. Che tu esca con il fondotinta, con la BB cream o con niente sulla faccia avrai quel colorito lì, tra il bianco e il grigio, quel colorito malsano. Quindi io mi sento autorizzata a sentirmi bene nel mio colorito sbiadito e guardo con occhio meno cattivo le occhiaie.

2) Fa freddo. Se non metto il cappello mi viene la sinusite. E’ colpa del cappello se ho i capelli elettrici e spettinati. Posso evitare, quindi, di stirarmi i capelli e passare più tempo sul divano.

3) “Fa troppo freddo, stasera sto a casa. Ci vediamo presto”. Scusa perfetta per evitare qualsiasi invito da chiunque senza sentirsi in colpa. L’inverno è la stagione perfetta per noi sociopatici amanti dell’ozio.

4) Sono uscita, fa freddo. Meglio bere qualcosa di forte per scaldarmi.

5) Sono uscita, fa freddo. Meglio mangiare qualcosa di ipercalorico per scaldarmi.

6) Fa freddo. Se lavo i pavimenti ci mettono una vita ad asciugare, se lavo le tende non so dove stenderle, potrei pulire la macchina ma poi nevica………….. Insomma possiamo vivere da zozzoni.

7) I collant si indossano solo dai 50 denari in su, per tutto il resto ci sono i leggins. Arrivederci ceretta ogni 3 settimane: ci rivediamo a fine aprile.

8) Fa troppo freddo per andare in piscina, per andare a correre, per andare a camminare, per andare in palestra….. Insomma, a meno che tu non sia patito dello sport tutto l’anno, ma quelli sono problemi seri, non è che puoi iniziare uno sport a dicembre o a gennaio: neanche a febbraio. Mi dispiace sport.

9) I saldi. Fa freddo e ognuno di noi ha bisogno di maglioni nuovi, cappotti nuovi, scarpe nuove, sciarpe nuove e anche di quelle simpatiche maniche di finta lana acrilica da mettere insieme a quella maglietta di finta lana acrilica a maniche corte che hai comprato l’anno scorso. Non è calda ma ti fa sudare come manco ad Agosto. E comunque l’hai comprata nei saldi, quindi è ok.

NB: non si sa per quale motivo quando scattano i saldi nessuna donna patisce più il freddo ed è pronta a sbattersi giornate intere in giro per negozi. La sottoscritta organizza anche delle trasferte in treno in altre città. Finiti i saldi, comunque, fa freddo.

10) Il cappotto. Il mio preferito. Grazie al cappotto posso permettermi di tenere la maglia da casa giornate intere, anche se esco di casa, Grazie al cappotto posso andare in tuta fino al tabacchino sotto casa; se invece il tragitto è più lungo e più duraturo mi basta indossare i jeans, et voilà, sono a posto. Nessuno sospetterà che sotto il cappotto ho il pigiama.

A proposito, se il sabato mattina mi incontrate in giro per commissioni, mi offrite il caffè e io rifiuto dicendo: “No guarda scusa, è che davvero ho tremila robe da fare e poi non ho dato da mangiare al gatto  e devo fare in fretta” sappiate che non è vero.

E’ che sono uscita con la maglia del pigiama.

 

 

FREE BANDERAS

23 Dic

A Natale siamo tutti più buoni, anche in Russia.

Infatti FREE PUSSYRIOT, FREE GREENPEACE e qualcuno potrà anche dire, finalmente FREE A MIO CUGINO.

Ma in tutte queste liberazioni vi siete dimenticati di lui. Antonio Banderas.

Ormai da due anni è chiuso nel Mulino che vorrei, insieme a Rosita.

Sì, è vero, quest’estate è uscito per la festa del paese e si è anche fatto un ballo con la Milf divorziata del paese. Ma una sola serata libera in due anni. Porello.

Antonio, nessuno dei miei ormoni è mai entrato in subbuglio per te, ma io lo so che tu sei un attore dotato, con un CV rispettabile e dignitoso, e ora questa dignità te l’hanno levata.

Lezioni di parlo sosterrà la campagna Free Banderas, creata apposta per te da Lezioni di parlo, per un Natale senza i tuoi spot.

Un Natale in cui, caro Antonio, potrai riavere la tua dignità di attore e dimenticarti del fatto che in Italia parli da due anni con una gallina.

Ecco, a proposito: a Natale, tua moglie, cerca di non chiamarla Rosita.

FREE BANDERAS!

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Il trauma dei Natali passati

19 Dic

A Babbo Natale non ho mai creduto, mia madre mi ha sempre detto che era solo un’idea della Coca Cola. Noi a casa avevamo Gesù Bambino.

Come già raccontato (https://lezionidiparlo.wordpress.com/2013/11/25/chi-di-spoiler-ferisce-di-spoiler-perisce/) ho smesso di credere a Gesù Bambino in età troppo precoce, cosa che mi è costata anni di silenzio alle elementari. Non potevo sfottere gli altri bambini perché erano un po’ fessi, non potevo neanche fare la paladina della verità e rivelare tutta la truffa: avevo fatto la promessa di silenzio a mio papà.

Nel privato di casa mia, però, potevo liberamente fare richieste ai parents per i cadeaux natalizi. Il chè, capii subito, era una figata.

Quindi se la zia toscana mi propinava la solita maglia, e da altri arrivavano pacchetti su cui non avevo minimamente potere, i miei genitori non potevano deludermi.

Infatti sono arrivati: lo chalet di montagna di Barbie, svariate Barbie, il cilindro magico, il centro commerciale sempre di Barbie, svariati cd, la tuta dell’Adidas, profumi, ricchi premi e cotillon. Il più importante di tutti però resterà il Camper di Barbie, ambito per anni e finalmente arrivato nel Natale 1993.

Non ho mai digerito tanto bene, invece, il non aver mai ricevuto la Sega Mega Gear. La giustificazione di mio padre è sempre stata: “Tuo fratello ha il Game Boy”.  Appunto, mio fratello ha il Game Boy, ed io???? Io vorrei giocare a Sonic, visto che mio fratello non mi presta tanto volentieri il Game Boy per giocare a Warioland.

Il mio vero trauma però è un altro:

L’ALLEGRO CHIRURGO

L’ho chiesto a tutti, ma veramente a tutti. Niente.

Non solo non mi è mai arrivato, ma nessuno ha mai preso in considerazione questa richiesta, anzi: tutti a fare la risatina di scherno “Ah ah ah ma che davero? Ma dai ci sarà un gioco più bello! Quello è un gioco per balenghi”

Non ho capito: cos’ha che non va L’Allegro Chirurgo??

In aggiunta, e questa è la cosa peggiore di tutte, nessuno dei miei amici l’ha mai avuto! Quindi io, in 29 anni non solo non ho mai posseduto quel gioco, ma non ci ho mai neanche giocato. Non l’ho mai nemmeno visto quel nasone rosso che si illumina se fai la cazzata.

Magari, grazie al paziente da operare, poi avrei voluto fare medicina, o sarei diventata infermiera; più probabilmente sarei esattamente svampita come sono ora.

Sicuramente non avrei questo conto in sospeso con il passato che mi crea così tanta tristezza nel cuore. Che senso ha fare l’albero di Natale, decorare la casa, vestire il gatto da Babbo Natale senza Allegro Chirurgo?

Richiesta:

Nel caso qualcuno avesse ancora l’allegro chirurgo funzionante io vorrei barattare un’ora di gioco in cambio di un’ora di gioco con il mio amatissimo Camper di Barbie in ottime condizioni. Poi prometto che il prossimo anno faccio l’albero di Natale in casa.

 

PS: Tanya mi dispiace, ora lo posso ammettere, io a te ho sempre preferito Barbie, che ha più classe, più eleganza, più vestiti, più gadget. Te sei solo una sciacquetta, e l’unica Tanya che ho avuto la usavo per farle pulire i calzini di Ken. TIè

 

Il karma fa il suo giro

18 Dic

Quando ti lasci prima o poi arriva sempre quel momento spinoso: il compleanno di quell’altro.

Quando ti lasci dopo anni quel momento è ancora più spinoso.

Beh, se quell’altro è una persona gradevole l’sms AUGURI! aggiusta sempre tutto, fai la figura di quello maturo, educato, cortese e superiore.

Poi passano un po’ di compleanni e sei giustificato a dimenticarti la data.

Nel mio caso quell’altro è un covo di dita in culo.

E allora tu cosa puoi fare?

Per esempio augurare con il pensiero:

la perdita dei capelli, un’improvvisa obesità, problemi con i mezzi di trasporto, una vecchiaia che ti trasformerà nel sosia del Divino Otelma, 10 influenze intestinali in un solo inverno, bancomat che si smagnetizzano quando vai a fare la spesa grossa e non hai contante dietro, viaggi in treno ad agosto senza il condizionamento, invasioni di cavallette sul balcone, un partner fan sfegatato di Gigi D’Alessio etc etc etc etc….

Ma siccome tu non porti rancore prendi il telefono e mandi il fottuto e spontaneo sms AUGURI, senza punto esclamativo.

Poi passano i compleanni e tu sei giustificatissimo a dimenticarti la data.

Prima o poi uno dei tuoi regali, solo augurati con il pensiero, verrà recapitato al destinatario.

Ma mica sarà colpa tua, sia chiaro.

Quello è il karma.

E il karma fa il suo giro.

 

 

PS: auguri.

Mika ai lov iù

13 Dic

Caro Mika,

ieri sera è finito X Factor, e automaticamente sono finiti i nostri giovedì insieme.

Il mio amore per te resterà relegato sul divano della mia amica, il divano su cui per una serie di giovedì consecutivi ho ripetuto: ah quanto è alto, ah quanto è bello, ah quanto è magro, ah quanto lo amo.

Quanto eri bello giovedì scorso con quella vestimenta rosso fragola: eri il babbo natale più bello che abbia mai visto.

Sì, perché sei l’uomo dei miei sogni: altissimo, magrissimo, divertente, ben vestito, garbato ed educato.

Saremmo una coppia perfetta io e te.

Già ci vedo a ballare insieme da Giancarlo due, o a fare il Karaoke, o a suonare i campanelli dei vecchi di notte e poi correre via.

Quante risate, quanto amore.

E se hai paura che la lingua sia un problema fra di noi, non ti preoccupare: fammi bere due vodka lemon e sarai quello più bravo a parlare in italiano.

Ti prometto che non parleremo mai della tua musica, solo ogni tanto ti chiederò di cantarmi “Love Today”, che mi fa impazzire.

Ti prometto che terrò a bada mia madre, che sicuramente ti adorerà; ti adora da quando hai fatto uscire “Grace Kelly”.

Lo so, ora mi dirai: “Ma Vale a me piacciono i maschi”.

Lo so, lovely Mika:  l’ho letto su Vanity Fair, e, devo ammetterlo, soffro molto a riguardo.

Ma il mio amore per te è grande e se ci ripenserai: CHIAMAMI.

Nell’attesa, però, non ti offendere ma ti tradirò mentalmente con Cattelan.

So che mi capirai.

xxx

Vale

Do you CUCINARE? No, I don’t.

11 Dic

Sarei potuta essere la concorrente ideale di un sacco di reality e quiz.

La ragazza chiatta ma simpa di provincia al Grande Fratello, la ballerina autodidatta che ce la mette tutta anche se è evidente che non ce la può fare di Amici, la concorrente un po’ timidina che, anche se non ha sta gran voce, un po’ ti affezioni perchè potresti essere tu, di X Factor.

Sarei stata perfetta a Sarabanda e sì, lo ammetto, ancora  sogno di poter partecipare a “Per un pugno di libri”.

Ma poi l’aria è cambiata, è arrivato il nuovo target dei reality. Ora bisogna CUCINARE!

Tu attacchi la televisione e a qualsiasi orario su qualsiasi rete c’è qualcuno che cucina.

Tutti cucinano come se non ci fosse un domani: antipasti, primi, secondi, dolci; in quantità spropositate.

E NESSUNO MANGIA, MAI.

Ora vorrei vi metteste nei miei panni, che non sono proprio la regina del fornello, ne la contessa del forno a legna e neanche la principessa del microonde.

Io sono quella che riesce a bruciare i sofficini, che scola la pasta con la pastaiola e la rovescia tutta nel lavello, fino all’ultima penna.

Quella che fa le torte cotte fuori e crude dentro, perché ho interpretato male la frase “La pasticceria è un’arte”. Cazzate, la pasticceria è una scienza, e le dosi per le torte non te le puoi inventare tu, cogliona.

Quanto disagio, quanta frustrazione.

E devo passare la vita a sentirmi ancora di più una merda perché mentre io provo a non bruciare il mio Sofficino, una Nazione intera si iscrive a reality vari per dimostrare quanto sono bravi a cucinare. Un giorno ci saranno i concorrenti di Masterchef e Bake off Italia tutti insieme che dalla tv mi indicheranno cantandomi “Tranne teeeeee, tranne te, tranne te, tranne teeeeee”.

Benedetta, almeno tu, aiutami. Smettila di darmi ricette facili facili con cose che abbiamo sempre in casa. Io non le ho quelle cose lì.

Vieni a vedere il mio frigorifero, realizza che io non le ho le mandorle, ne i pinoli, ne il coriandolo fresco, non ho neanche il bastoncino di vaniglia, ne lo scalogno. Però ho del tonno in scatola, dei ceci, del tofu e dei surgelati. Dai cuciniamo qualcosa insieme!

Presa dallo sconforto decidi che l’unica via di salvezza, se non vuoi ritrovarti a piangere sul pavimento convinta che quello che ti meriti è mangiartelo surgelato quel maledetto sofficino, è spegnere all’istante la tv.

Ecco. Non ti sbagliare di andare su Facebook all’ora di cena. E’ peggio.

Il maschio trentenne, indistintamente dalla regione di provenienza, si è scoperto chef.

Deve cucinare.

Deve sperimentare.

E poi deve fotografare la sua creatura del giorno.

Ecco, maschio, io ti vorrei dire:

Quando cucini, visto che il più delle volte vivi da solo e quel piatto è una monoporzione tutta per te, adotta una ragazza sofficino e invitala a cena. Il tuo sbattone culinario migliorerà la giornata a quel povero derelitto di femmina, e finalmente qualcuno ti potrà dire “Ma allora sei bravo davvero, dalla foto non si capiva bene”.

Altrimenti sappi che il mio pensiero alla vista della tua cena bella impiattata sarà solo questo:

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