Any Sex and the City

14 Gen

A 20 anni vedevo la me trentenne laureata, sposata e mamma di almeno un mini Vale

A 25 l’opzione Mulino Bianco l’avevo già accantonata ma continuavo ad avere prospettive molto rosee sul mio futuro da trentenne: laureata, magari convivente o, sicuramente, con un rapporto sano e saldo.

Il mio senso di sopravvivenza, per fortuna, mi ha suggerito che invece di ispirarmi a Raperonzolo potevo ispirarmi a Sex and the City.

Così ho scelto una casa, ho comprato dei mobili e via verso un futuro emozionante e pieno di liasons.

D’altra parte, cosa ti insegna Sex and the City: che anche se sei single a 30 o più anni la tua vita può essere una figata pazzesca.

Bei vestiti, uomini, feste, uomini, eventi, uomini, viaggi, uomini, uomini, uomini.

Primo scontro con la realtà:

il paese dove vivo non è esattamente New York.

Nel paese dove vivo gli uomini li conosco tutti da quando andavamo all’asilo o all’elementari. Mi ricordo il loro cambio dei denti da latte, i loro tagli di capelli più imbarazzanti, e loro si ricordano dei miei. Quindi, o ci sono già stata oppure niente, non era cosa.

L’altra parte di uomini diciamo che o è troppo giovane o troppo vecchia o troppo fidanzata.

Secondo scontro con la realtà:

in Italia (o almeno a Torino e provincia) nessuno ti abborderà al bar, ne ti offrirà da bere facendotelo dire dal cameriere per lanciarti un’occhiata piena di testosterone dal bancone.

I bar, i locali, le piole, le discoteche: io vado dappertutto. Ma mi fosse capitato una volta che uno mi offrisse da bere. Niente.

Che mica sono una che non beve, o che fa la stizzi. Sgancialo fuori il contante e fammi fare la civetta che fa la parte “Ma no dai…”

A me capitano solo tipi che al momento del conto mi dicono: Facciamo alla romana?

Oppure: Qua pago io poi tu paghi dopo?

Che a me viene sempre da pensare: ma i soldi che ho speso per la ceretta non valgono??

Neanche i baristi ti rimorchiano.

In tutta una carriera da frequentatrice di bancone ho solo capito che se mostri le bocce passi prima degli altri, e una volta un barista è riuscito a dirmi “La bionda piccola è per te, piccola?”

Terzo scontro con la realtà:

una gonna di tulle lunga fino ai piedi di H&M non ti farà sembrare Carrie nell’ultima puntata. Quello era Dior.

Ma poi dove credo di andare con una gonna di tulle?? Alla festa del mio paese a Maggio a sporcarla di merda di cavallo?

Quarto scontro con la realtà:

quelle non mangiano mai, si nutrono di Cosmopolitan.

Io ammazzerei per il vitello tonnato e per una polenta concia

Quinto scontro con la realtà:

Carrie è una stronza, acida, e cagacazzo ma la adorano tutti.

Io e il mio strabordante senso dell’umorismo al ripieno di acidità pura, prima o poi ce le prenderemo.

carrie

Non contenta di tutti questi segnali che cercavano di farmi capire che quella è finzione mentre la mia è solo triste realtà piemontese, ho continuato imperterrita con la mia vita da femmina single e super indipendente.

Ho viaggiato tantissimo, con ogni mezzo a disposizione, spesso anche da sola: non ho mai conosciuto un figo. Neanche uno un po’ brutto che mi aiutasse con la valigia.

Ma ho capito che all’estero piaccio a tutti.

A Londra ho ancora una proposta di matrimonio in ballo da un ragazzo indiano proprietario di un negozio di scarpe, a Roma un pakistano ha proposto alla mia amica di comprarmi pagando 1000 euro al kg (folle, quanto voleva spendere??), in Spagna spacco tra gli under 20 e quelli di colore, beh, i fianchi larghi li apprezzano sempre. E poi piaccio agli over 60. Ovunque.

Poi ho aperto un blog, proprio come Carrie.

Il suo era pubblicato su un giornale e trattava temi interessanti.

Il mio parla solo di puttanante, ma va beh sono dettagli: io mica vivo a New York.

Come Carrie anche io ho conosciuto il mio Mr. Big.

Bello, ricco, affascinante: non mi ha mai trombata manco per sbaglio.

Ormai sono pronta a rassegnarmi e ad accettare che no, non sono Carrie (troppo fortunata) non sono Samantha (purtroppo non sono abbastanza mignotta in libertà) e non sono neanche Charlotte (troppo. punto.)

Mi va bene essere come Miranda, l’unica che fra tutte spesso sta a casa in tuta a mangiare cibo infame sul divano. Lei, come me, ha una vita sessuale paragonabile a un deserto in cui ogni tanto spunta una palma. Lei, come me, principalmente è attratta da casi umani.

Tra 8 mesi compio 30 anni.

A 29 anni il miglior augurio che posso farmi è quello di raggiungere la Chimera.

Chimera aka sesso regolare.

happines

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