David vs Don Antonio 0 – 1

3 Feb

Ieri sera, dopo aver scroccato cena a mammà, sono tornata a casa convinta che la mia domenica sarebbe finita in un preciso modo: con “Il Boss delle Cerimonie”.

Ma ecco l’imprevisto, ecco il dilemma:

DAVID LYNCH A” CHE TEMPO CHE FA”

Dato il mio grande amore per il cinema e complice, purtroppo, la tristezza per la morte di Philip Seymour Hoffman non ho dubbi: scelgo David.

Don Antonio, che ormai è amico sia mio che della mia gatta, capirà.

Poi per una volta, Valina, puoi anche far finta di essere intellettuale, che così avrai qualcosa di cui parlare con la gente in un futuro prossimo.

Ok, metto Rai Tre.

Va beh c’è Verdone: non lo amo, ma a me alla fine fa pensare alla Sora Lella e mi viene da ridere un po’; mi viene anche voglia di mangiarmi la pasta alla gricia. Mi distraggo pensando al cibo e Verdone se ne va

Poi arriva la Litizzetto che con la storia delle scoregge mi fa capottare dal ridere.

(Ora tenete presente che sto studiando da mesi, stamattina avevo un esame e non vedo persone che non siano miei consanguinei da parecchio. La Litizzetto mi fa spesso ridere, ma probabilmente riderei anche per I Soliti Idioti).

Poi finalmente lo annunciano.

Eccolo.

Il mio primo pensiero è:

“Urca, che bell’uomo!” e gli guardo i capelli per infiniti istanti.

davidino

Bene, si accomoda.

Poi accade una cosa che ancora adesso non mi spiego: entra Verdone.

Ma che sono amici? Ma davvero devo guardare Verdone che intervista Lynch?? (con tutto il rispetto eh).

Lynch fa subito una battuta sulle scoregge di Verdone che io, che sono una capra, ho trovato bellissima.

La prima domanda la capisco: Lynch spiega un quadro di Magritte che lo rappresenta (e come vedi il quadro pensi che è perfetto per Lynch), nominano Hopper (che conosco, anche perché una mia amica ha un suo quadro come screensaver del pc), parlano della bellezza.

Poi niente: Verdone lo paragona a Bacon e Davidino risponde “No, non mi sento il Francis Bacon della cinematografia”.

Per me, da li, è andato tutto in vacca.

Il discorso ha poi virato su cose astratte, cose profonde, cose complesse.

Io sono finita nel mio mondo di Mini Pony a pensare a David Lynch che mi spiega come si fa i capelli, quanto tempo gli dedica, se si fa fare quel trattamento che si fanno le madame di qua per non avere i capelli bianchi che tendono al giallo. E poi mi parla del perché Killer Bob aveva sti capelli li, perché nei suoi film c’è sempre una bionda che è un po’ vittima e un po’ no e soprattutto sta per dirmi cosa c’è nella scatolina di Mulholland Drive…..

Ma entra un video proiettore, di quelli modello università lezione di matematica.

Ok, torno alla realtà.

Inizia a tirare righe e scrivere robe e nel giro di 10 secondi mi sono già persa, e ciao core, ciao David.

Ora, io non do la colpa a David Lynch, lui resta un genio.

Ma un ospite così, che ti fa un’intervista così complessa, diamine lo devi relegare a mezz’ora in un format non adeguato e, per di più, affiancargli Verdone?? Perché?

Uno poi si perde, non capisce, non è pronto e si distrae.

Infatti, alle 22.25 ho schiacciato i tasti 3 e 1 del telecomando e Don Antonio con le braccia aperte mi ha accolto nel mondo del taffetà e dei fuochi d’artificio.

E, dopo il momento della sfazzolettata, io, la gatta e Don Antonio siamo tornati di nuovo i best friend della domenica sera.

Tutto è bene ciò che finisce bene.

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Una Risposta to “David vs Don Antonio 0 – 1”

  1. 69airali 4 febbraio 2014 a 17:51 #

    Ciao, ti va di seguire il mio blog? Complimenti, fai degli articoli bellissimi 🙂

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