Archivio | aprile, 2014

L’uomo con la folta chioma

22 Apr

Ho sempre preferito i maschi con i capelli corti. Non c’è niente da fare.
Uomo con la folta chioma, ogni volta che ti vedo io riesco a pensare solo a una cosa:
Ma quando esce dalla doccia anche lui avrà il nido di capelli tra le chiappe??

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E’ nata prima Queen B. o Super Vicky?

17 Apr

Beyoncé mi è sempre piaciuta tanto. Andavo matta per le Destiny’s Child e ancora adesso so tutto il testo di Say my name.

Che poi, parliamo delle Destiny’s Child: più che un gruppo musicale la realtà è che Queen B, che all’epoca era minorenne, cantava in giro per il mondo accompagnata dalle sue dame di compagnia.

In ogni caso, non perdiamoci in discussioni auliche sulla musica di qualità che poi si apre il dibattito e finisce che l’unico fan di Michelle spunta fuori e ciao core: torniamo al mio discorso, che è un discorso importante.

Il 18 maggio 2013 è successo un episodio che ha cambiato la mia vita: sono andata al concerto di Beyoncé.

Dopo un primo periodo di cazzeggio mentale in cui il mio corpo reagiva solo shakerando su stesso (periodo durato mesi), il mio cervello si è risvegliato.

Da mesi, ormai, mi arrovello sulla stessa cosa.

 

CI DEVE ESSERE UN COLLEGAMENTO TRA BEYONCE’ E SUPER VICKY. FORSE SI TRATTA DI COSPIRAZIONE.

 

Ora: è chiaro a tutti che Beyoncè non può essere umana.

Lei è bravissima a cantare, bravissima a ballare, bravissima a gestire la sua immagine, è super bona, super ricca e, nonostante potrebbe avere chiunque al suo fianco, è pure super innamorata da anni dello stesso omone.

Fino a quando non la vedi dal vivo puoi pensare che sia tutta una farsa, dopo no. Potrebbe essere aliena, ma sappiamo come sono fatti gli alieni no?

Poi un giorno mi è venuta in mente Super Vicky (non Victoria Posh Spice), ma lei:

super vicky

 

D’altra parte dagli anni 2000 in avanti ci hanno triturato le palle con film catastrofici, e la leggenda urbana, a cui io ovviamente ho creduto, vuole che sia tutta una mossa per abituare noi, popolo di impiegati, operai e grafici, al fatto che le catastrofi infinite, aihmè, succedono per davvero.

 

Comunque, ho fatto delle ricerche.

Ecco un brevissimo riassunto:

  • B. è nata ne 1981 – Super Vicky è andato in onda dal 1985.
  • B. ha una sorella, che è brava pure lei, ma brava in modo umano – Super Vicky ha un fratello pirla come tutti i fratelli sui 10 anni.
  • Trovo credibilissimo pensare a B. che in dieci minuti impara tutto sulla danza, poi tutto sul canto, poi tutto sulla recitazione poi va in sgabuzzino a farsi revisionare i chip.

Ergo: Super Vicky è stato ideato per farci poi accettare che arrivasse una che riesce ad eccellere in tutto.

 

Vi vorrei ricordare che durante lo spettacolo d’intervallo del Super Bowl Beyoncè è sul palco per circa 15 minuti con una quantità di figa incredibile, eppure lei riesce ad essere la più figa di tutte.

E se tutto questo non è verosimile, come me lo spiegate questo??

 

Totale assenza di dolore: TUTTO TORNA.

 

 

 

 

 

 

In quei giorni

11 Apr

La pubblicità ci ha insegnato che nella vita di ogni donna, ogni mese, accade una cosa che non si può nominare.

Harry Potter ha lottato per sette libri contro “Tu-sai-chi” e noi femmine ogni 28 giorni affrontiamo il periodo che gli spot ci hanno insegnato a chiamare “In quei giorni”.

E non ti sbagliare a dire “non faccio il bagno perché ho le mestruazioni” che sembra sia una parola sconveniente, meglio se parli delle tue cose, o di baracche o di altre cose; ogni regione ha la propria parola codice per il Voldemort dell’intimità femminile.

Riguardo “In quei giorni” i nostri amici pubblicitari ci hanno aiutato a elaborare tutto un immaginario di leggende urbane dal quale non si capisce bene da che parte stia la verità.

A seconda della marca o stiamo sul divano per sette giorni oppure dobbiamo assolutamente fare paracadutismo oppure dobbiamo andare al Blanco in abito bianco cortissimo con tacco 15, perché ormai “In quei giorni” non sono più un mio problema.

Nel 2014 qualcuno ha iniziato, finalmente, a capire che “In quei giorni”, come tutti gli altri giorni, non cambia un cazzo: andiamo regolarmente a lavorare.

Ma cosa succede in questo caso?

Il nostro povero collega maschio, l’unico maschio dell’ufficio, deve affrontare il nostro malumore, lo strascico di quei giorni di panico&paura anche detti: sindrome premestruale.

Ecco, ora: io ho una mia personale spiegazione a riguardo.

Sì è vero, siamo lievemente più incarognite, ma per un semplice e solo motivo: ABBIAMO FAME.

Perché “In quei giorni” te ti vorresti mangiare l’universo mondo, ti mangeresti pure quelle gallette di riso che nei restanti 20 giorni del mese non daresti manco ai piccioni.

Ergo, caro collega maschio, nel tuo cassetto non ci tenere il Buscopan: mettici 20 kinder maxi, un po’ di bueno, un vasetto di Nutella, delle patatine etc etc etc..

Ma ora veniamo al cuore di questo post, al vero motivo per cui è stato scritto: LA MUTANDA.

Perché do per scontato che tutti sappiamo che “In quei giorni” è previsto l’uso di mutande speciali (e per speciali non intendo belle), mutande importanti, anche note come le mutande da ciclo.

Ecco, ora spiegatemi:

Perché le mutande a vita alta di Intimissimi sono considerate fighe, retrò e addirittura sexy e i miei mutandoni a vita alta bianchi della Cotonella non sono super cool?

Illuminatemi, grazie.

 

Il coraggio del single

4 Apr

Quando si pensa al mondo dei single trentenni la maggioranza delle persone pensa a una vita di bagordi. Feste, viaggi, alcool, sesso, party all night long. Questa maggioranza è formata da persone che da single forse hanno passato 6 mesi, massimo un anno.

Questo mondo meraviglioso esiste davvero, ma devi essere single a 20 anni.

Allora sì che il cuore cicatrizza relativamente in fretta, sì che il limone ti aspetta dietro l’angolo, sì che hai tutto da scoprire, sì che devi essere single.

Poi ti innamori, magari ti innamori tanto, e se ti va male intorno ai 25/26 ritorni single.

Che poi non è così male tornare single a quell’età. Hai una consapevolezza di te diversa, anzi, prima non avevi proprio consapevolezza.

Quel periodo da solo davvero ti può essere utile a scoprire cose di te, a chiudere i conti in sospeso che avevi con te stesso e puoi impostare un futuro che ti calzi meglio addosso.

Poi quel periodo raggiunge l’anno. Poi il secondo anno. Poi il terzo.

Io sono arrivata a festeggiare i miei 5 anni da single a gennaio.

In questi 5 anni non so quante volte ho sentito la frase: “Non riesco a spiegarmi come mai sei sola”. Eh, caro, manco io.

Naturalmente, a questa frase, ognuno da una sua spiegazione, tra cui i pezzi forti sono:

“La gente è scema, tu sei così figa”

“Non hai un ragazzo perché non lo vuoi”

“Se smetti di cercare, l’ammmore arriverà quando meno te lo aspetti”

“Sicuramente sei sola perché dovevi risolverti delle cose tue e non eri pronta”

“Ti fissi con le persone sbagliate, perché in realtà hai paura”.

“Perché non ti iscrivi a dei corsi che ti interessano, magari conosci qualcuno davvero adatto a te”.

Ecc ecc ecc

Sicuramente c’è della verità in ognuna delle frasi, ma sinceramente a me pare che molto semplicemente io ho avuto un sacco di sfiga.

Detto questo, da single, posso parlare di una cosa che, se non sei single da molto, nessuno può capire.

NON E’ TUTTO ROSE E FIORI

In questi 5 anni io ho affrontato le mie paure, risolto i miei piccoli/grandi drammi interiori, combattuto battaglie grandissime. Ho ripreso gli studi, sono andata a vivere da sola, ho viaggiato, ho conosciuto nuovi amici e soprattutto ho trovato un mio equilibrio fantastico.

Ma non dimentico mai una cosa:

La solitudine è una bestia tremenda e ci va un sacco di coraggio per non farsi buttare a terra.

Ogni fine giornata, non importa se sia stata una giornata di merda, o media, o una giornata da festeggiare. Io apro la porta e a casa non c’è nessuno ad abbracciarmi e a dirmi che si risolverà tutto, nessuno che mi cazzia perché non ho portato sotto la spazzatura, nessuno che apre una bottiglia di vino perché ho passato 3 esami in meno di un mese.

Al massimo posso contare su di un sms di mia madre, che resta sempre la mia più grande fan. E per festeggiare aprirò una birra e regalerò una scatoletta di quelle buone alla gatta.

Poi arriverà agosto, e se tutto ti va bene le tue ferie coincideranno con quelle della tua amica single pure lei. Altrimenti penserai che i Perturbazione avevano ragione e che Agosto è veramente il mese più freddo dell’anno.

E’ vero, ci sono gli amici. Che siano sempre superbenedetti, che io li amo tantissimo. Ma loro hanno la loro vita e quel vuoto non potranno mai riempirtelo

In questi anni ho visto fidanzamenti, matrimoni, nascite. E io sempre qua, ferma. Come se il tempo andasse avanti per tutti, ma per me solo in parte.

E affrontare questo tutti i giorni, richiede un sacco di coraggio

Ci va un sacco di coraggio a coricarsi in un letto che dall’altro lato è vuoto ogni sera ed è vuoto ad ogni tuo risveglio.

Ci va un sacco di coraggio ad affrontare tutte le 52 domeniche del calendario.

Ci va un sacco di coraggio a non lamentarsi, a lottare per avere il tuo equilibrio, e ad essere felice per l’amore altrui. Perché fidatevi, sarebbe molto più facile essere invidiosi.

Ci va un sacco di coraggio a ridere perché l’unica a mandarti un sms a San Valentino è tua madre (e solo perché è il tuo onomastico)

Ci va un sacco di coraggio a continuare a pensare che il lieto fine arriverà anche per te.

Ci va un sacco di coraggio a non odiare il mondo dopo l’ennesima relazione neanche iniziata e già finita malissimo.

Ci va un sacco di coraggio a non accontentarsi.

Spero di non essere scaduta nel patetico, perché in realtà, tutto questo sforzo quotidiano, mi fa sentire come se portassi una bella corona di dignità sulla capoccia. E tante volte mi do le pacche sulle spalle da sola.

Io ho smesso di aspettare, ho smesso di cercare e ho anche smesso di martellarmi le palle con infinite domande su me stessa. Sto qua e penso a me, alle mie cose e vado avanti, convinta che in questa cosa dell’amore ci credo ancora tantissimo.

Ogni giorno mi sveglio guardo il telefono (senza messaggi quasi sempre) e inizio la mia battaglia contro quella schifezza di solitudine.

Sono fiera di poter dire che la maggior parte dei giorni vinco io.

Lezioni di parlo a New York: parte 2 IL CIBO

3 Apr

Dopo la ggente cosa c’è di importante nella vita???

Esatto, IL CIBO!

E a New York c’è un sacco di cibo.

Chi mi conosce sa che da qualche anno ho scoperto di essere intollerante a latte e uova. Credete che questo sarà un elenco di locali veg e di cibo sano??? Assolutamente no.

Impavida come la migliore delle eroine ho sfidato le mie intolleranze alimentari e mi sono nutrite con delle bombe di gioia.

(Al secondo giorno stavo già male, ma, come per le migliori storie d’amore, se tornassi indietro rifarei tutto).

Occhio: a New York mangiare bene costa, mangiare sano costa di più. Se avete la possibilità potete fare la spesa e mangiare in casa, se uscite a mangiare fuori, però, MANGIATE, ne vale la pena.

Iniziamo:

Se andate a Coney Island fermatevi da Nathan’s, il re degli hot dog. Uscite dalla stazione di Coney Island e ve lo trovate di fronte in direzione luna park e spiaggia. Per me è stato il primo pasto ammmericano ed è stato stupendo.
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Per i panini provate The Counter a Time Square. Vi verrà consegnata una scheda e sceglierete voi come creare il vostro hamburger, dal tipo di carne (c’è anche il veggie burger) al tipo di pane, alle salse e alle verdure. Per una birra vi chiederanno come minimo 8$, sappiatelo.
Il mio panino preferito, però, l’ho mangiato da Shake Shack. Ci sono vari locali sparsi per New York e per me è il miglior hamburger mangiato in 29 anni di cibo porco. Hanno anche la maionese, che è merce rara. In più, se siete estremi, servono anche i croccantini per i vostri cani.

Vi piacciono le ostriche? Il vostro posto è The Grand Central Oyster Bar, all’interno della Grand Central Terminal. Io ci sono stata per festeggiare la mia amica, che adora le ostriche. Il posto è parecchio figo ma non troppo da mettervi a disagio, non cucinano solo pesce e hanno dei dolci fantastici. In più vedere le madame Newyorkesi che pasteggiano a Martini è parecchio interessante.

 

Parliamo di colazioni e dolci, la mia parte preferita.
Obbligo una colazione da Clinton’s Street Baking, un locale piccolissimo ma con dei pancake da urlo che vi sazieranno fino alle 16 del pomeriggio. (East Village)

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Waffle.

Ecco, andate da Wafels & Dinges (ci sono vari locali, io ho provato quello nell’East Village). A me sembrava di stare in paradiso, non ve lo voglio neanche descrivere, vi posto solo una foto:
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Cupcake
Leggerete ovunque di andare a mangiare quelli di Baked by Melissa. A me sinceramente non hanno fatto impazzire, e la Red Velvet è stata una delusione. Per i cupcake vi consiglio caldamente di provare pasticcerie più piccole, magari trovate per caso. Sarete più soddisfatti.

Chelsea Market.
Qua trovate tutto.
Dai Brownie più buoni che abbia mai mangiato (Fat Witch Bakery) ai ristoranti Thai, ai cupcake etc etc etc.
Fino ad arrivare al ristorante di Giovanni Rana, che vi potrà salvare se avete nostalgia della pasta di mammà. In più il locale è decisamente da vedere perché è bellissimo.
Il Chealsea Market è un mercato ricavato dalla vecchia fabbrica OREO, quindi è molto interessante da visitare. Poi uscite e salite sulla High Line che ha un ingresso proprio lì fuori.

Cheese Cake
Sono molto più buone che in Italia praticamente ovunque, ma se proprio volete restare senza parole andate da Eileen’s special cheesecake vicino a Spring St.

Balthazar
http://www.balthazarny.com/index.php
Menzione speciale per Balthazar, che in assoluto è il mio locale preferito di NYC.

Colazioni incredibili con prezzi accessibili e brunch stratosferici. Il locale sembra stato ibernato negli anni 30, e vi può seriamente capitare di incontrare VIP. Ma soprattutto ricorderete una colazione da Balthazar per molto, molto, moltissimo tempo.
80 Spring St. vicino alla fermata metro. Quando uscite di fronte trovate un negozio del MOMA molto più grande e con meno gente, e vicino un negozio Paper Source che merita una visita.

I fast food noti anche a noi vi deluderanno, mi sento di annunciarvelo. Non puntate tutto su Mc Donalds, KFC, Subway etc etc etc
Starbucks, ad esempio, per me è stata una grandissima delusione ma è uno dei pochi locali low cost con il bagno, tenetelo presente se vi scappa.

Piuttosto entrate in locali a caso, fate gli avventurieri. Io vi consiglio vivamente l’East Village e Sant Marks Place zona che brulica di locali mangerecci (se doveste entrare da  Cappuccino & Tatoo a Sant Marks Place ,vi prego scrivetemi e fatemi sapere cosa c’è li dentro)

Per il resto….ENJOY IT!