In quei giorni

11 Apr

La pubblicità ci ha insegnato che nella vita di ogni donna, ogni mese, accade una cosa che non si può nominare.

Harry Potter ha lottato per sette libri contro “Tu-sai-chi” e noi femmine ogni 28 giorni affrontiamo il periodo che gli spot ci hanno insegnato a chiamare “In quei giorni”.

E non ti sbagliare a dire “non faccio il bagno perché ho le mestruazioni” che sembra sia una parola sconveniente, meglio se parli delle tue cose, o di baracche o di altre cose; ogni regione ha la propria parola codice per il Voldemort dell’intimità femminile.

Riguardo “In quei giorni” i nostri amici pubblicitari ci hanno aiutato a elaborare tutto un immaginario di leggende urbane dal quale non si capisce bene da che parte stia la verità.

A seconda della marca o stiamo sul divano per sette giorni oppure dobbiamo assolutamente fare paracadutismo oppure dobbiamo andare al Blanco in abito bianco cortissimo con tacco 15, perché ormai “In quei giorni” non sono più un mio problema.

Nel 2014 qualcuno ha iniziato, finalmente, a capire che “In quei giorni”, come tutti gli altri giorni, non cambia un cazzo: andiamo regolarmente a lavorare.

Ma cosa succede in questo caso?

Il nostro povero collega maschio, l’unico maschio dell’ufficio, deve affrontare il nostro malumore, lo strascico di quei giorni di panico&paura anche detti: sindrome premestruale.

Ecco, ora: io ho una mia personale spiegazione a riguardo.

Sì è vero, siamo lievemente più incarognite, ma per un semplice e solo motivo: ABBIAMO FAME.

Perché “In quei giorni” te ti vorresti mangiare l’universo mondo, ti mangeresti pure quelle gallette di riso che nei restanti 20 giorni del mese non daresti manco ai piccioni.

Ergo, caro collega maschio, nel tuo cassetto non ci tenere il Buscopan: mettici 20 kinder maxi, un po’ di bueno, un vasetto di Nutella, delle patatine etc etc etc..

Ma ora veniamo al cuore di questo post, al vero motivo per cui è stato scritto: LA MUTANDA.

Perché do per scontato che tutti sappiamo che “In quei giorni” è previsto l’uso di mutande speciali (e per speciali non intendo belle), mutande importanti, anche note come le mutande da ciclo.

Ecco, ora spiegatemi:

Perché le mutande a vita alta di Intimissimi sono considerate fighe, retrò e addirittura sexy e i miei mutandoni a vita alta bianchi della Cotonella non sono super cool?

Illuminatemi, grazie.

 

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5 Risposte to “In quei giorni”

  1. Valegex 11 aprile 2014 a 21:42 #

    ahahahahah!!!
    “In quei giorni” i miei mutandoni Cotonella a vita alta.. sono neri… un po’ come tutti gli altri giorni!! 😉

  2. La Massaia Contemporanea 14 aprile 2014 a 07:35 #

    le mie più che speciali sono tante….due giorni fa, ne ho fatte fuori tre in 2 ore, insieme a due paia di pantaloni e un coprivano…e non sto facendo dell’ironia, è vero!

  3. Giorgia 19 maggio 2014 a 19:45 #

    Mi scasso sempre quando leggo il tuo blog!

  4. andoutcomesthegirl 22 maggio 2014 a 22:08 #

    Hahahahahahah ho riso dall’inizio alla fine, sei un genio!

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