Archivio | giugno, 2014

#salviamoARFF

26 Giu

 

Sono stata sempre orgogliosa di provenire da una realtà di provincia, molto piccola. Così orgogliosa che ho scelto di continuare a vivere lì, continuando a difendere quella terra che per me è casa.

Da ieri quel sentimento è cambiato.

Mi sento tradita, indignata e quasi mi vergogno per come si stanno comportando coloro che dovrebbero rendere casa mia ancora più bella.

Il sangue sta ancora bollendo troppo e non mi sento di scrivere di più.

Trovate il comunicato nel link sotto, e vi chiedo il favore, enorme, di farlo girare.

E’ un tradimento. E’ un colpo basso.

Ma, da sognatrice, voglio ancora credere che, in qualche modo, ce la faremo e vinceremo noi.

Vale

http://www.tolocals.com/arff14-uno-dei-grandi-eventi-musicali-della-provincia-di-torino-e-in-fase-di-annullamento/

Viva la vestimenta siempre

19 Giu

Ieri sono stata al concerto di Garrett Klahn.

Ovviamente non ho intenzione di parlare del concerto da un punto di vista musicale, che poi qualcuno inizia a pensare che questo sia diventato uno spazio serio, che ci sia della musica oltre le compilation di Non è la Rai, ecc ecc ecc ecc.

No, tranquilli.

Stamattina venendo a lavoro avevo questa in macchina:

 

 

Io, in realtà, vado ai concerti solo per dire tot volte “Che patatoni”, “Che toponi”, “Daje”, “Non mi piace”, “Vado a fumare”.

Comunque.

Vorrei dedicarmi ad un trattato sul fatto che il nome Garrett ha praticamente la stessa pronuncia di garet, il piemontesismo di garetto aka il “tallone” dei quadrupedi (vedi cavalli e bovini).

In macchina, al ritorno, ho pensato ad un simpatico siparietto in cui vado da Garrett a spiegargli cos’è il garet e uahahahhaha, you know piemontese, uahahahahahha, you know horses and cows, uahahahahah.

No forse non avrebbe riso così tanto; per fortuna con i 30 anni le idee brillanti mi arrivano in ritardo in modo che non possa portarle a termine.

Mi ricorderò di Garrett per la sua voce, per il suo fascino e non saprò mai se mi avrebbe trovata “Sooooo my funny Valentine” uahahahahaha.

Mi ricorderò di Garrett anche per un altro motivo: AVEVA LA VESTIMENTA

(Vestimenta = piemontesismo di completo maschile).

Garrett-Klahn-300x200

In un mondo di t shirt con i buchi sotto le ascelle e camicie da boscaiolo, alternate a felpe blue navy con il cappuccio, quanto è bello vedere un uomo vestito da omino per bene?

Tantissimo.

Che poi i buchi sotto le ascelle della tua T shirt non li prenderei neanche in considerazione se sopra portassi una giacca fatta così bene come quella di Garrett.

Garrett, mi hai fatto sognare.

Da oggi credo in un mondo + vestimenta e – pinocchietti.

Viva la vestimenta, siempre.

 

(Non ci provate a dirmi che allora dovrei mettermi sempre i tacchi, IO mi faccio la ceretta ogni 3 settimane. Punto).

 

 

 

La cacca di piccione

13 Giu

Lavo la macchina raramente e solo per due motivi:

  1. il vetro è troppo sporco e non ci vedo più;
  2. devo andare a un matrimonio.

Domenica avevo un matrimonio, quindi sabato sono andata a pulire la macchina.

 

Mercoledì, in pausa pranzo, esco dall’ufficio, vado alla macchina e tac:

CACCA DI PICCIONE.

Visto che fa caldo, lascio sempre il finestrino abbassato di un bel po’ così quando entro in macchina la temperatura è di 80 gradi e non di 90.

Ecco, il caro piccione è riuscito in un’impresa epica:

 

ha cagato sul finestrino riuscendo a centrare esterno vetro/bordo/interno vetro/interno macchina.

 

Dopo tremila versi di lamento pulisco la macchina, mi pulisco le mani, salgo in macchina e vado mangiare.

Nel viaggio in macchina, però, a un certo punto ho smesso di maledire il piccione.

Ho iniziato a pensare a quanto si deve essere sentito figo, e spero anche che mi abbia aspettato appollaiato da qualche parte a ridere sotto il becco del mio disagio.

Un piccione normale avrebbe puntato a farla solo all’interno o solo all’esterno; al massimo avrebbe puntato a farla sulla maniglia.

Lui invece non ha scelto e ha puntato tutti gli obiettivi: e ce l’ha fatta!

Dentro, fuori e in mezzo.

E io ho deciso che la mia massima aspirazione per questa estate, non ancora iniziata ma già appicicosa, sarà fare come il piccione: non scegliere a quale obiettivo puntare, ma puntare a raggiungerli tutti quanti insieme.

(Se qualcuno di voi avesse pensato che il mio obiettivo era quello di fare una cacca epica come quella del piccione vi mando mentalmente un abbraccio fortissimo e due pacche di stima sulla spalla).

Anyway: la cacca è un argomento di conversazione e una fonte d’ispirazione troppo sottovalutato.

Anyway bis: la canzone di Povia sui piccioni a me è sempre piaciuta

 

 

 

E’ arrivata l’estate.

9 Giu

Sciabattando poi vaghi, per le vie della moda in sabot”

 

E’ arrivata l’estate.

Yuppidu direte voi. Io dico solo Yup, che yuppidu mi sento di dirlo solo quando avrò la possibilità di buttarmi in acqua, mangiare un gelato o bere mojto sciabattando in un’aerea di 200 mt.

Sì, sciabattando. Perchè già d’inverno cammino male striciando i piedi. Ma d’estate sciabatto, così potete sentirmi arrivare con anticipo e smettere di parlare dei Mondiali di Calcio prima che io inizi con la storia dei Negramaro, che poi mi infervoro ed è un casino.

E’ arrivata l’estate, e con l’estate è tornato il male.

Il male aka i piedi degli altri.

Con gli anni ho fatto pace con l’idea che come sciabatto io ne hanno diritto anche gli altri, quindi ok puoi metterti il sandalo gioiello, anche l’infradito. Basta che te li tieni sempre addosso e non mi sfiori mai con il tuo piede nudo. Grazie.

Quest’anno proverò anche ad essere più tollerante con i piedi di colbato. Andate pure in giro con gli stivali scamosciati, girovagate con i calzini sotto i vostri sandali: basta che mi lasciate sciabattare liberamente e che tutti ci laviamo i piedi 1/2 volte al dì.

E’ tornato il Winner Taco, quindi quest’estate mi sento più buona.

 

PS: da ieri ho un solo pensiero: i matrimoni in giorni con temperature al di sopra dei 30 gradi andrebbero vietati. Soprattutto se in macchina non hai nessuno con cui lamentarti perchè il sedile è bollente, il volante brucia e la gente si veste di merda.

Molti complimenti

6 Giu

PROLOGO:

C’è una leggenda metropolitana che mi riguarda: la somiglianza con Katy Perry.

O meglio, nei miei momenti migliori assomiglio a Katy Perry nei suoi momenti peggiori.

Siccome sono una burlona, ad aprile dell’anno scorso ho postato la seguente foto di Katy  sulla mia pagina Facebook per testare la reazione della massa:

KATIA PERRI

 

26 MI PIACE 7 COMMENTI.

Per i miei standard di like è un successone.

Eliminando le 4 galline delle mie amiche, un discreto numero di persone è convinto che la ragazza con la maglietta dell’Unicef sia proprio io ed uno sparuto numero di persone, in realtà 1, mi ha chiesto com’era il Madagascar. Va beh

Comunque tutta questa simpatica storiella per introdurre l’argomento del giorno:

 

I COMPLIMENTI

Ora abbracciamo tutti il nostro vicino, tiriamo fuori l’accendino o in alternativa attacchiamo la pila del nostro smartphone, torniamo insieme al 1992 e ripetiamo insieme:

I complimenti costano poco e certe volte non valgon di più

 

L’arte del complimento è un’arte rara. In pochi sanno farti dei complimenti belli e che oltrettutto siano credibili.

Accettarli poi è anche un altro paio di maniche.

Il trucco sta nell’esprimere il concetto con le parole giuste trasmettendo un’immagine super cool.

 

Per esempio:

“Oggi con questo vestito sei proprio appetitosa” mi fa quasi arrossire con conseguente risatina sommessa da figlia del Pastore.

Al contrario: “Oggi mi parcheggerei volentieri sul tuo culone”, ecco, mi fa venire solo voglia di parcheggiarti una pizza in faccia.

 

Ci sono poi i complimenti taboo, quelli da non dire in caso di eventuale e possibile attrazione fisica del ricevente: “Sei tanto simpatico/a”. “Sei tanto cara/o”. “Sei così dolce”.

Cosa sono? Un cucciolo di beagle? Mia nonna si è reincarnata in te e sta parlando al tuo posto? Perchè in questo caso sganciami anche una caramella lemon salvia.

 

Ancora è più incredibile è che nel 2014 non sia previsto come reato punibile per legge dire a voce alta la seguente frase:

COMPLIMENTI ALLA MAMMA.

…….

…….

 

A parte che io la prima volta che me l’hanno detto, arrivata a casa, ho riferito a mia madre che le facevano i complimenti ma non sapevo perchè, e mio padre mi ha spiegato in modo chiaro il senso di tutto.

Ma, soprattutto, per quale motivo, maschio, pensi che io forse potrei dartela dopo una frase così raccapricciante?

Dimmi che sono bella. Punto.

Adesso invece di dire “Che bel sorriso” diremo tutti COMPLIMENTI AL DENTISTA.

 

Anyway.

Ammettiamo tutti che inaspettamente ci è capitato, almeno una volta nella vita, di sentire il bisogno di trovare un sosia famoso ad un nostro amico. Ammettiamo anche che, trovato il sosia, glielo devi dire a questo poveretto a chi assomiglia secondo te.

E se nel mio caso, è stato molto figo che la collega di una mia amica mi dicesse: “Dopo Zooey Deschanel sei la seconda sosia di Katy Perry.” vorrei conludere dicendo una cosa IMPORTANTISSIMA.

 

PARAGONARE UNA FEMMINA AD ARISA NON E’ UN COMPLIMENTO.

(con tutto il rispetto ne)

 

Ho una foto con La Sera. Ciao.

4 Giu

Sono tornata dal Primavera Sound.

Potrei parlarvi di un sacco di cose.

Per esempio di quel locale a Poblenou dove ogni mercoledì e ogni domenica tutto il menù costa 1€, compresi gli hot dog di pane al cioccolato ripieni di panna e Oreo (sono una bomba).

Potrei dirvi che non importa quanto sia brutto, vecchio o hipster il vostro kway: l’importante è che ne abbiate uno.

Potrei raccontarvi del mio grande sogno: un artista elegante a caso che all’improvviso inizia a fare le scoregge con le ascelle facendomi ridere tanto. Speravo lo facesse Caetano Veloso, ma non l’ha fatto.

Potrei narrarvi dei miei ormoni impazziti perché distavo 100mt da Josh Homme al concerto dei QOTSA.

In realtà scrivo questo post per postare questa foto e tirarmela:

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Io sono quella che si tiene la borsa così stretta che pare ci siano 10 scippatori pronti a rubarmi anche le crocchette di Miss America, l’altra, quella con l’ombelico all’altezza delle mie tette,  è La Sera. Fare la foto con lei è stato un attimo di fanatismo talmente aulico che ancora sono commossa e ancora sento il bisogno di fare la ruota come i pavoni del bioparco di Roma.

Anyway, se un giorno siete sul divano e non sapete cosa ascoltare, prima di far partire il best of di Topogigio ascoltatevi “Sees the light”, che è uno dei miei dischi importanti e io sarei tanto contenta.