Non ho mai amato De Andrè

2 Set

Quando io e mio fratello eravamo piccoli, i miei genitori sono stati geniali.
Ci compravano i dischi di canzoni per bambini, certo, ma in vinile, anzi per citare mia mamma “ti compro il 33 giri”.
Questo non comporta solo che io abbia una collezione di Fivelandia, Zecchino d’oro, ma soprattutto il disco dei Bee Hive in vinile, il succo è tutto un altro: in macchina la musica la decidevano loro.

Negli anni 80/90 la me bambina aveva tre cassette preferite per i viaggi.
MACCHINA DI MAMMA: la cassetta di Cioè dove da un lato c’era Madonna e nell’altro c’era Vasco.
MACCHINA DI PAPA’: la cassetta di Indietro tutta e quella dei Giganti.

Credo che mio padre abbia talmente tanto odiato la versione di Cacao Meravigliao cantata da me under 10, che abbia fatto sparire quella meravigliosa cassetta di sua spontanea volontà.
In ogni caso, ogni viaggio in macchina mi ha regalato un’incredibile cultura sulla musica leggera italiana anni 60/70.
Tipo voi la sapete la canzone del Campo delle fragole? Oppure conoscete Paff Bum di Lucio Dalla? O quanto quello là si è innamorato degli occhi verdi di tua madre, lo sapete? Io sì.

Ma non erano solo rose e fiori i nostri viaggi in macchina.

Va bene le cassette preferite, va bene la musica leggera italiana, ma se adesso non smettete di litigare li dietro metto la radio con le informazioni sul traffico.

Ah non smettete? Ok, bene allora arriva la musica da punizione.

Con un rapido gesto mio padre tirava fuori quella cassetta. Ancora oggi mi chiedo dove la tenesse nascosta per averla sempre così a portata di mano. In ogni caso, quando la rottura di palle era esagerata, arrivava lei.

LA CASSETTA DEL TOUR DELLA PFM CON FABRIZIO DE ANDRE’

E lasciatemelo dire: che due palle.
Facevo le elementari, puoi capire quanto me ne fregasse a me del prog italiano.
Io volevo le canzoni di Non è la Rai, o le compilation del Festivalbar. Mi sembravano validissimi compromessi tra me e i miei genitori.
Ma tutta quella musica da bambine era confinata a casa: maledetti genitori con le idee geniali.

I tempi poi sono cambiati.
Mio padre decise che da più grande le mie punizioni fossero legate solo più all’ascolto di Genio & I Pierrots, e quando facevo cazzate più grandi mi portava direttamente ai concerti.
Ma io e De Andrè non abbiamo più fatto pace.

L’ho ascoltato, l’ho anche apprezzato ma non l’ho mai amato.
Quando parte Creuza de Ma io non parto a cantare.
Non ho suoi cd a casa.
Non so nemmeno un suo testo a memoria. Non ne so nemmeno uno a metà.

Ma so che ogni volta che guardo il vaso dove l’anno scorso avevo piantato l’erba gatto e quest’anno sono nati dei fiori penso:
“Dai diamanti non nasce niente, dall’erba gatto nascono i fiori”.

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2 Risposte to “Non ho mai amato De Andrè”

  1. riruinglasgow 3 settembre 2014 a 10:19 #

    pffahaha fantastico finale 🙂

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