L’amore colto non è bello

30 Set

Come sarebbe la mia vita se a 16 avessi letto “3 metri sopra il cielo”?

Sarei più felice? Sarei meno felice? Avrei scritto sui muri “Io e te 6 mt sopra il cielo perchè a 3 c’è troppo traffico”? Non lo sapremo mai perchè io a 16 anni decisi di fare l’intellettuale di sta cippa e perdere la testa per “Madame Bovary”

madame-bovary

Ma andiamo per ordine.

All’inizio dei miei 16 anni arrivai in terza superiore fresca fresca di lettura di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Nonostante la mia già promettente fisicità da donna a pera, ero un bocciolo di gioventù che si poteva permettere di tenere gli occhiali da vista solo in classe, o a casa e nel resto del tempo girare così, senza nessun tipo di lenti, in preda alla miopia che allora era ancora tollerabile. E forse fu proprio in preda alla miopia che persi la testa per LUI.

Una grandissima testa di cazzo, pure parecchio brutto ,con la carnagione color tomino, accessoriato di parka verde e vespa bianca. Emetteva frasi (molto brevi sia chiaro) ogni 20 minuti circa, la simpatia non era proprio il suo forte ma ai miei occhi era secondo solo a Damon Albarn e il ruolo di Alex nel film tratto da Jack Frusciante sarebbe dovuto essere suo, mica di Stefano Accorsi.

Ora: se avessi deciso di leggere Moccia forse avrei capito che quel flirt al profumo di libri e comunismo aveva un forte retrogusto di merda. Ma no, io dovevo fare l’intellettualoide e caddi nel baratro oscuro di Emma Bovary e del melodramma tragico.

Mi pareva fosse tutto molto romantico e pieno di pathos il fatto che più che una storia d’amore, la nostra fosse una tragedia. Era totalmente normale che passasse settimane ad ignorarmi, perchè l’amore era anche questo: struggimento e melodramma.

Ora posso dire che dopo un po’ l’emerita testa di cazzo voleva semplicemente farsi una mia compagna di classe, ma io mi ostinavo a vedere tutta questa cosa con gli occhi di Emma Bovary passando attravaerso uno struggimento di livello medio/alto.

Passò del tempo, lessi altri libri. Continuai con Flaubert, scoprì Kundera addirittura mi tuffai nella lettura de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” (non fatelo mai) e in 5 superiore mi innamorai di uno che, attenzione, mi amava tantissimo.

Dopo il diploma partii per fare la cameriera stagionale: se avessi letto Moccia avrei comprato un lucchetto e lo avrei attaccatto ad un lampione a random con la promessa del mio ritorno. Invece, poco prima del mio ritorno, decisi di lasciarlo via sms per complicanze nate dalla mia grandissima testa di cazzo

D’altra parte anche il cinema ci ha formato con questo concetto che l’amore travagliato è il vero amore.

In “Via col vento” Rossella aspetta tutta la vita quel broccolone cadaverico di Ashley, non concedendosi mai di amare veramente quel bonazzo di Rhett. (A Rossè, Ashley non ti si fila, lui ama tua cugina, sì la noiosona).

Con gli anni e con gli innumerevoli flop sentimentali ho iniziato a ragionare. Ogni relazione dovrebbe essere (almeno all’inizio) un lunghissimo film porno intervallato da scene melense e condito da sguardi infiniti. Le mie relazioni, già dall’inizio, sembrano un noiosissimo collage delle scene più paranoiche di “Se mi lasci ti cancello”.

Non è che tutti sti libri, sti film e sta cultura mi hanno fottuta? Sì, è così.

Non è che io sarei più contenta con uno che mi porta a mangiare i gli spaghetti con le polpette, piuttosto che con uno che conosce tutta la filmografia di Truffaut ma che mi fila un giorno sì e gli altri no perchè è depresso? Sì, è così

Vorrei dare la soddisfazione alla mie amiche che l’illuminazione mi è venuta leggendo “La verità è che non gli piaci abbastanza”, ma da anni sono ferma al capitolo 5. Semplicemente ho realizzato che tutta questa cosa dell’amore travagliato è una cagata pazzesca, che gli uomini complessati sono una noia mortale e che quando sono in preda al melodramma tendo a mangiare il triplo.

Emma Bovary, la nostra vita insieme finisce qua, ma è stato intenso.

Per quanto riguarda le letture è vero, ora potrei buttarmi a capofitto nella trilogia di “50 sfumature” e prendermi la mia vendetta su tutta la letteratura dell’Ottocento, ma sul mio comodino c’è già “Anna Karenina”.

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2 Risposte to “L’amore colto non è bello”

  1. cloudintheocean 30 settembre 2014 a 10:37 #

    meno male che non ho mai letto Madame Bovary.

  2. ale 30 settembre 2014 a 12:09 #

    “Non è che io sarei più contenta con uno che mi porta a mangiare i gli spaghetti con le polpette, piuttosto che con uno che conosce tutta la filmografia di Truffaut ma che mi fila un giorno sì e gli altri no perchè è depresso? Sì, è così”
    Condivido… oooooh se condivido 😉

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