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I giorni senza riscaldamento

8 Ott

Ultimamente non sono una da grandi sogni nel cassetto.

Se escludiamo quanto ho fantasticato su me e Paolo Nutini a Gardaland per il mio compleanno, in questo momento non ho desideri.

I trent’anni non mi hanno reso una persona triste, arida, disillusa e biecamente materialista: semplicemente sono in quel periodo dell’anno che parte dal 25 settembre e arriva al 15 ottobre.

I GIORNI SENZA RISCALDAMENTO.

Ecco: io non riesco a pensare ad altro.

Mi si blocca l’immaginazione e penso solo più ad un cosa: riscaldamento autonomo.

E invece entro in casa e trovo quel clima da “Il Sesto Senso”: silenzio, gelo e condensa del respiro.

Mi tolgo la giacca, le scarpe, metto la tuta e sopra metto la felpa. Tiro su il cappuccio e mi dirigo in soggiorno.

Apro la porta del soggiorno e ogni giorno resto sorpresa quando scopro che quello non è il mio soggiorno: quello è uno showroom di plaid.

Tutti i plaid che ho accumulato in 30 anni sono tutti li ad aspettarmi sul divano. Grazie adorati amici miei.

Ed è sdraiata sul divano, sotto i miei amici plaid, che mi torturo di domande: ok abbiamo la caldaia centralizzata, ok le regole sono queste. Ma voi vicini di casa, voi che avete dei bambini piccoli, perchè non vi comprate delle stufette elettriche e le attaccate al nostro muro comunicante così scaldate anche a me?

Io l’ho sentito il vostro quattrenne che piangeva perchè stavate per fargli la doccia. Ero in bagno e stavo per piangere anche io per lo stesso motivo.

Cos’è solo perchè siete in tipo 5 non sentite freddo? Vi abbracciate ogni 10 minuti tutti e 5 e vi alitate a vicenda sulle mani? Non ci credo, siete tirchi. E anche Insensibili.

Siete come le mie amiche che quando parlo di questo dramma mi dicono:

– Ah, io ieri ho acceso per due ore, giusto per togliere quel senso di freddo dalle ossa.

– Ah, io ho il tato che mi scalda il mio lato del letto.

– Ah, io ho il nini che è una stufetta umana: basta stargli vicino per non avere più freddo.

Eh, io c’ho Miss America e 5 termosifoni spenti.

E poi ho il mio unico grande talento: quello di raggiungere, con i piedi, temperature polari.

E’ vero, potrei comprarla io una stufetta elettrica in questo condominio di tirchi.

Un’altra ottima soluzione potrebbe essere comprare tre bottiglie di Martini. Meno freddo e più gioia.

La soluzione migliore, però, è un’altra: stare a casa degli altri, anzi, per essere precisi, stare a casa di quelli con il riscaldamento autonomo e, se possibile, andarci già per ora di cena.

Quindi, amici, prima di andare a vivere in una casa a riscaldamento centralizzato, createvi una rete di contatti con riscaldamento autonomo.

Oppure compratevi un sacco di plaid.

E una bottiglia di Martini.

E poi sarete a Gardaland con me e Paolo Nutini.