Archivio | gennaio, 2015

Facce da blogger

23 Gen

Che faccia hanno i blogger che seguiamo? Dietro quel post che condividiamo sui social network o che leggiamo mentre andiamo a lavoro, chi c’è?

Io me lo chiedo spesso. Anzi, sempre.

Per fortuna se lo è chiesto anche la fotografa Elena Datrino (http://www.elenadatrino.it) dando vita a alla mostra “Facce da Blogger”.

30 ritratti fotografici di blogger tra cui Lezioni di Parlo.

Quindi, finalmente, vi posso mostrare la mia faccia:

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Elena non solo è una fotografa bravissima, ma anche una persona deliziosa che ha saputo creare l’ambiente perfetto per spiegare chi sono io e come nasce Lezioni di Parlo.

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Lezioni di Parlo nasce su un divano, in una casa senza ADSL dove libri, riviste, DVD e soprammobili di dubbio gusto sono ovunque.

Grande assente al servizio fotografico è Miss America (la mia gatta) che, come è noto, non solo è la causa del nome del blog, ma è parte attiva alla stesura di quasi tutti i post, vuoi perchè in qualche modo si parla quasi sempre anche di lei o perchè quando scrivo lei è sulle mie gambe.

Purtroppo Miss America ha il carattere di Maria Callas e portarla fuori casa non è facile, ma il regno animale è stato comunque rappresentato da un Jack Russel, con cui ho fatto delle foto meravigliose.

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Nonostante abbia molte altre foto da mostrarvi voglio lasciarvi con l’acquolina in bocca e la voglia di venire a vedere la mostra per scoprire i volti e le personalità dei 30 bloggers coinvolti.

Eccovi i dettagli:

  • Inaugurazione: venerdì 30 gennaio 2015 alle ore 18.00
  • Durata: 30 gennaio – 15 febbraio 2015, lunedì / venerdì 15.00-19.00 – fuori orario su appuntamento
  • Presso: Galleria Vittoria – via Margutta 103 – tel. 06.36001878
  • A cura di: Tiziano M. Todi
  • www.galleriavittoria.cominfo@galleriavittoria.com
  • Qui l’evento Facebook della mostra con l’elenco di tutti i blog coinvolti.

Ps: io per l’inaugurazione ho già preso biglietto aereo e un abito a palloncino bellissimo. Voi cosa aspettate a venire?

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Cerniere vs single

21 Gen

In 30 anni di vita non mi era mai capitato di sentirmi discriminata dalla moda. Moda inteso come vestiti.

I vestiti, fondamentalmente, sono miei amici.

Non addentriamoci in discussioni seriose, che se le volete fare state leggendo il blog sbagliato.

Ritorniamo alla mia storia, che è quella che ci interessa.

Lunedì ho incontrato il mio primo vestito nemico, il primo vestito a cui ho rinunciato perchè impossibilitata ad indossarlo.

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Eccolo.

Apparentemente sembra un normalissimo abito con le giuste qualità per diventare membro ufficiale di quel regno del caos che è il mio armadio. Valore aggiunto: colore sobrio e lunghezza al ginocchio, che così ci posso andare a lavorare.

Stretto in vita, comodo sui fianchi, così riduco la problematica culone&coscioni fardello nr 1 delle donne a pera.

Ciao sono Valentina e sono una donna a pera.

Prezzo sotto i 30 euro. Perfetto.

Ok, lo vedo, trovo la taglia, vado in camerino.

E qua inizia il dramma.

La cerniera. Una maledetta cerniera che parte dal fondo schiena e sale su fino al collo. Maledetta moda di merda che hai riportato in vita queste dannatissime cerniere che stanno lì sopra la tua spina dorsale.

E voi qua direte: ma qual è il dramma?

Il dramma è che uno da solo sta cerniera non la può tirare su e di conseguenza neanche giù.

Ci ho provato. Mi sono dimenata in ogni modo all’interno del camerino, ho provato anche con il training autogeno ad immedesimarmi in una biscia.

“Sono una biscia, mi posso contorcere. Sono una biscia, ce la posso fare”.

Niente. Non sono riuscita a tirarla oltre la metà schiena.

Se almeno mi fosse stato male. No, mi stava pure bene.

Avrei potuto prenderlo comunque, penserete voi, ma vi dimenticate un dettaglio importante:

CON CHI VIVO IO? Con Miss America

MISS AMERICA E’ UNA PERSONA? No, è una gatta.

I GATTI COME SE LA CAVANO CON LE CERNIERE? Ne ignorano l’esistenza

Ho saggiamente preferito evitare situazioni di me che esco di casa con un vestito chiuso solo per metà in cerca di un essere umano che provveda ad aiutarmi.

Ergo, se vivi da sola gli abiti con la cerniera perfettamente parallela alla tua spina dorsale ti saranno nemici.

Nemici spietatissimi.

In alternativa puoi sempre tornare a vivere con tua madre, che nel caso ti chiuderà la cerniera e ti dirà che se ti vesti con un abito da novizia di sicuro un uomo non lo troverai.

L’educazione della ragazza nr 1: Via col vento.

9 Gen

Ogni volta che sento “Go with the flow” dei Queen of the Stone Age anche solo per una frazione di secondo penso a “Via col vento”.

Forse è per la somiglianza dei titoli in inglese (“Go with the flow” vs “Gone with the wind”); forse perchè ho avuto una vita, anche relativamente lunga, in cui i QOTSA non c’erano ma non ricordo la mia vita senza Via col vento.

Eppure esiste gente che non l’ha visto.

Io non capisco come sia possibile che io l’abbia visto tra le 10 e le 15 volte senza averne una copia in casa, l’ha visto pure il mio ex fidanzato e poi ci sono femmine, tra cui te Chiara a cui l’ho anche regalato in DVD qualche Natale fa,  che non l’hanno mai visto.

Come fate voi altri senza sapere la storia di Rossella? Come fate voi ad essere serene se neanche una volta nella vita avete guardato l’orizzonte con sguardo fiero per pronunciare le parole “Sticazzi, domani è un altro giorno”? E non importa se non eravata a Tara, o lontani da Tara, ma al massimo sul balcone di casa vostra: è il pathos che conta (se uso la parola PATHOS è solo merito di Silvia Salemi e di Sanremo 1998)

COME FATE VOI A VIVERE SENZA MELODRAMMA???!!!???

Perchè “Via col vento” è questo: un monumento al melodramma.

Non è solo un film d’amore e neanche solo un film in costume. E’ un film che ti educa alla determinazione, alla testardaggine, al coraggio. E’ un film che ti tocca dentro e ti scombussola, e se lo guardi troppe volte da bambina forse c’è il rischio che poi a 30 anni la tua tendenza al melodramma sia un po’ troppo sviluppata, ma io non sono molto d’accordo con questo aspetto.

Ma poi c’è il tema portante del film. Che meraviglia. Anni ed anni che risuona nella mia testa nei momenti più disparati

Tipo quando mi pettino e mi sento un’eroina figa e allora va bene la musica di Via col vento.

Oppure quando passo il mocio e mi sento un po’ Mami e allora la posso anche fischiettare.

Se poi potessi essere in un prato con il vento tra i capelli a guardare l’orizzonte lontanto con il tema del film di sottofondo sarebbe magnifico.

So che per realizzare questo mio desiderio nascosto (entrare in un luogo con il tema musicale del film in sottofondo) basterebbe che fossi invitata a Porta a Porta da Vespa, ma al momento credo sia ancora improbabile.

Sarebbe comunque bellissimo essere ospite di Bruno Vespa a dare il mio parere su temi importanti come ad esempio “Mario Biondi: di chi è colpa se è diventato famoso?”

E con questa immagine meravigliosa mi congedo sul mio sottofondo musicale preferito (se parte lo spot di Persona ribadisco che non è colpa mia)

L’educazione della ragazza

7 Gen

Queste vacanze natalizie sono state diverse da quelle degli ultimi anni per un po’ di motivi:

1) un albero di Natale alto, credo, 20 cm al massimo, è apparso a casa mia

2) a Natale ero quasi contenta e non la versione femminile di Ebenezer Scrooge

3) mi sono ammalata: prima alla caviglia, poi tutta intera con l’influenza ed è capitata una cosa incredibile. Mi sono preparata la minestrina da sola. E voi ora direte “Sì, va beh. Hai 30 anni. Era anche ora” e io vi risponderei anche ma poi non la finiamo più, poi si litiga, e allora non iniziamo neanche.

4) ho riflettutto sul fatto che la rima perfetta non è composta da sole – cuore – amore ma sarebbe davvero perfetta con la ricorrenza della sillaba -re. Ad esempio suore – cuore – amore. (ho messo questo pezzo in grassetto perchè mi fa molto ridere)

Comunque, essendo malata ho potuto dedicare tempo a quella che è una delle mie attività preferite invernali dopo mangiare e dormire. ACCULTURARMI SUL DIVANO. Perchè sul divano puoi leggere e guardare film e documentari e tutto questo è, a tutti gli effetti, CULTURA.

In tutte queste sessioni di cultura ho deciso di dare vita ad un nuovo filone di post per questo bellissimo blog che è Lezioni di Parlo: “L’educazione della ragazza”.

Ovviamente non si parla di educazione femminile in generale, ma principalmente della mia educazione cinematografica quindi aspettatevi di non essere d’accordo.

Come sapete la cosa non mi tocca.

Ovviamente ci saranno dei generi da seguire in questo percorso cinematografico e siccome questo è un post di intro ve ne elenco alcuni:

1) IL MELODRAMMA (capo supremo)

2) I CARTONI DELLA DISNEY QUELLI VECCHI DOVE TE LA CANTAVI DI BRUTTO

3) I MUSICAL (dove te la cantavi un po’ meno perchè l’inglese te lo dovevi inventare tu)

4) I FILM DI FORMAZIONE (e qua parliamo de “Il Tempo delle mele” mica de “I ragazzi della Via Pal”)

5) I FILM CHE TI FANNO CAGARE SOTTO (grazie mamma per avermi fatto vedere Twin Peaks nel 1990 e avermi reso impossibile la visione oggi, dove finalmente potrei apprezzarlo, invece devo chiudere gli occhi tutte le volte che appare Killer Bob).

6) I FILM CON GLI ANIMALI, ma soprattutto, I FILM CON GLI ANIMALI CHE PARLANO

7) Forse parlerò di Mr Bean

8) Forse altri generi che poi mi verrano in mente.

Ovviamente non ci sarà nessuna costanza in tutto questo, ma da Lezioni di Parlo mica vi aspettate la costanza, l’impegno o cose del genere giusto?

In queste vacanze ho anche imparato che non è vero che quando stai bene con te stessa l’amore poi arriva etc etc etc.

Ma stare bene con te stessa è, comunque, una figata pazzesca. Stare bene con te stessa sul divano, poi, è qualcosa di divino

Buon anno cuori di panna, ci troveremo prestissimo con questa nuova incredibile rubrica che non cambierà la vita a nessuno.