L’educazione della ragazza nr 1: Via col vento.

9 Gen

Ogni volta che sento “Go with the flow” dei Queen of the Stone Age anche solo per una frazione di secondo penso a “Via col vento”.

Forse è per la somiglianza dei titoli in inglese (“Go with the flow” vs “Gone with the wind”); forse perchè ho avuto una vita, anche relativamente lunga, in cui i QOTSA non c’erano ma non ricordo la mia vita senza Via col vento.

Eppure esiste gente che non l’ha visto.

Io non capisco come sia possibile che io l’abbia visto tra le 10 e le 15 volte senza averne una copia in casa, l’ha visto pure il mio ex fidanzato e poi ci sono femmine, tra cui te Chiara a cui l’ho anche regalato in DVD qualche Natale fa,  che non l’hanno mai visto.

Come fate voi altri senza sapere la storia di Rossella? Come fate voi ad essere serene se neanche una volta nella vita avete guardato l’orizzonte con sguardo fiero per pronunciare le parole “Sticazzi, domani è un altro giorno”? E non importa se non eravata a Tara, o lontani da Tara, ma al massimo sul balcone di casa vostra: è il pathos che conta (se uso la parola PATHOS è solo merito di Silvia Salemi e di Sanremo 1998)

COME FATE VOI A VIVERE SENZA MELODRAMMA???!!!???

Perchè “Via col vento” è questo: un monumento al melodramma.

Non è solo un film d’amore e neanche solo un film in costume. E’ un film che ti educa alla determinazione, alla testardaggine, al coraggio. E’ un film che ti tocca dentro e ti scombussola, e se lo guardi troppe volte da bambina forse c’è il rischio che poi a 30 anni la tua tendenza al melodramma sia un po’ troppo sviluppata, ma io non sono molto d’accordo con questo aspetto.

Ma poi c’è il tema portante del film. Che meraviglia. Anni ed anni che risuona nella mia testa nei momenti più disparati

Tipo quando mi pettino e mi sento un’eroina figa e allora va bene la musica di Via col vento.

Oppure quando passo il mocio e mi sento un po’ Mami e allora la posso anche fischiettare.

Se poi potessi essere in un prato con il vento tra i capelli a guardare l’orizzonte lontanto con il tema del film di sottofondo sarebbe magnifico.

So che per realizzare questo mio desiderio nascosto (entrare in un luogo con il tema musicale del film in sottofondo) basterebbe che fossi invitata a Porta a Porta da Vespa, ma al momento credo sia ancora improbabile.

Sarebbe comunque bellissimo essere ospite di Bruno Vespa a dare il mio parere su temi importanti come ad esempio “Mario Biondi: di chi è colpa se è diventato famoso?”

E con questa immagine meravigliosa mi congedo sul mio sottofondo musicale preferito (se parte lo spot di Persona ribadisco che non è colpa mia)

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9 Risposte to “L’educazione della ragazza nr 1: Via col vento.”

  1. riruinglasgow 10 gennaio 2015 a 10:48 #

    Io non lo ho mai visto!

    • lezionidiparlo 10 gennaio 2015 a 20:16 #

      No Riru, la prima domenica che non puoi andare a correre ti piazzi sul divano e rimedi a questa gravissima mancanza

  2. latandi 10 gennaio 2015 a 11:20 #

    Io ho anche letto il libro/mattonazzo, ovviamente. Da via col vento ho tratto una fondamentale lezione di Vita E CIOÈ anche se stai attraversando un periodo di povertà estrema ritaglia le tende del salotto e ricavane un vestito elegante per non far vedere alla Gente che in realtà stai soffrendo. E mi raccomando i guanti per coprire le mani segnate dalla necessità di compiere le faccende domestiche.

    • lezionidiparlo 10 gennaio 2015 a 20:19 #

      Beh anche che se vai ad un ballo quando sei in lutto per uno di cui non ti fregava una mazza, e non puoi ballare, appoggiati a un muretto, fingi serietà in volto e balla solo con i piedi.

  3. Tristano 20 gennaio 2015 a 19:01 #

    non lho visto e francamente me ne infischio!

  4. colpoditacco 6 febbraio 2015 a 17:53 #

    “Via col vento” va visto. punto. Ne parlavo proprio l’altro giorno con un mio amico che si reputa un superesperto di cinema e mi ha confessato che non l’ha mai visto… l’ho insultato a morte e non lo giustifico nemmeno perché uomo…

    • lezionidiparlo 12 febbraio 2015 a 14:08 #

      Brava!!!! Via col vento dovrebbe essere una tappa obbligata per tutti quanti! Io addirittura lo regalo per rimediare a questa grave mancanza

  5. ophelinhap 18 maggio 2015 a 14:09 #

    Vivere senza melodramma non è possibile, come non è possibile non rosicare almeno una volta pensando alle occasioni perdute di Rossella, e infischiandosene francamente 🙂

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