Archive | febbraio, 2015

Il potere della parola

24 Feb

Siccome sono una persona colta, profonda, che trova giovamento solo in forme d’intrattenimento intellettualmente alte e con pochissimo tempo libero a disposizione, quando si tratta di televisione pondero molto bene la qualità del programma a cui dedico parte del mio preziosissimo tempo.

Ovviamente questa è una grandissima CAZZATA.

Io amo il trash. Lo amo. Tantissimo.

Sguazzo felicemente dentro maratone di trash televisivo da un canale all’altro con il sorriso senza sentire la mancanza dello streaming o di una connessione internet.

E quindi cosa posso fare il lunedì sera da tre settimane a questa parte?

Guardare “L’isola dei famosi”.

Nonostante l’incredibile noia dell’edizione di quest’anno la puntata di ieri mi ha offerto due spunti di riflessioni importanti:

1) SMETTERO’ MAI DI PARLARE DELLA GENTE FAMOSA COME SE FOSSERO AMICI MIEI O ADDIRITTURA COME SE FOSSI FIDANZATA CON LORO?

2) PIERLUIGI DIACO E IL POTERE DELLA PAROLA

Andiamo con ordine:

1) No, non smetterò credo mai. Ma dalla regia mi dicono che questo non è un problema.

Ora parliamo del punto 2

In un’infinita diarrea verbale, ieri l’ansia in persona(aka Pierluigi Diaco) ha fatto tutto un discorso sulla parola come forma di comunicazione, forma d’amore etc etc etc etc. Io l’ho seguito per un po’, poi mi sono persa, perchè di base diceva una serie di minchiate troppo grandi anche per me.

Ma questa cosa del potere della parola mi ha in qualche modo illuminata, e allora ecco: parliamo della parola.

La parola è una cosa stupenda. Anche staccandola dal significato che ha.

Proprio tutta questa cosa del suono che crea, l’accento con cui la pronunci, il ritmo che le dai.

UAU.

Ci sono le parole che non riesci a dire senza evitare di ridere.

Ognuno di noi ha una parola che evita di pronunciare perchè si mette a ridere, e un conto è se hai 10 anni, un conto è se ne hai 30 e la gente ti parla di cose serie, o magari sei in farmacia, o al ristorante e tu ridacchi come un celebroleso (per me la parola taboo è “emorroidi”, per  mio nonno era “culo” per una mia amica “bocchino”).

Ci sono le parole che non riesci a pronunciare, perchè umanamente è impossibile.

Come pronunciare la F e la S di seguito. Dai, non puoi farlo senza sputare o incartarti.

Davvero, qualcuno riesce a dire Offspring senza sputare? Probabilmente è possibile, ma io non ci riesco.

Ci sono le parole della minchia.

Intrigante, ammaliante, evanescente e affini (molte finiscono in -nte)

Sono come i dolci della pasticcerie industriali: pomposi, nauseanti e insapori. E se doveste mai dirmi che sono intrigante io non vi sputo in faccia, ma inizio a ripetere in loop Offspring guardandovi negli occhi, che forse è peggio.

Ci sono i tormentoni

Anche se ti sforzi non ce la fai proprio ad evitare di pronunciarle quelle 50 volte al giorno . (Io credo di dire almeno 63 volte al giorno la parola “Ecco”, segue a ruota “Minchia)

Ci sono le parole preferite.

Quelle che vorresti dire così, a caso, solo perchè ti piace dirle ma che non centrano mai nulla con i discorsi reali che stai facendo con le persone reali. E io vorrei tanto scendere in strada sorridere e dire fortissimo TAFFERUGLIO!, ma sarebbero solo casini.

Infine, eccoci alle parole passepartout.

Meravigliose parole che ti salvano il culo quando non sai cosa dire, quando non stavi ascoltando, quando non hai capito, quando ti stai annoiando, quando ti devi togliere dalla conversazione perchè hai fame, sete o bisogno di un bagno. Parole che racchiudono in se stesse l’essenza dei sentimenti, delle emozioni e che valgono più delle frasi di senso compiuto composte da almeno 5 parole

“AH”

“BEH”

“STICAZZI”.

E con questo ora potrei immergirmi nelle parole ed iniziare che so, Infinite Jest di Wallace.

1281 pagine straripante di parole.

Ma credo accenderò Real Time. Ecco.

50 sfumature di Valina

17 Feb

Non ho letto “50 sfumature di grigio” e neanche i relativi sequel. Ho aspettato che la mia lettrice di porno soft di fiducia lo leggesse e mi facesse la recensione. Alle parole “Un Harmony Passion vale di pù”, ho chiuso qualsiasi porta alle sfumature. Stesso discorso per il film.

Che poi perchè dovrei guardare un film sul masochismo sessual/sentimentale quando la mia vita è costellata da atti di puro masochismo?

Se il masochismo è il raggiungere qualcosa che ci crea benessere (a volte anche solo il quieto vivere) tramite della sofferenza a questo punto facciamo un film su di me e sui miei atti di masochismo.

“50 sfumature di Valina”

1) La doccia alle 6.30 di un mattino invernale, quando i termosifoni sono ancora spenti e l’acqua ci mette almeno 27 secondi prima di essere calda.

2) Decidere di finire l’università a 29 anni

3) I film russi

4) I film premiati a Cannes

5) Pure quelli premiati a Venezia

6) La ceretta il sabato mattina alle 8.30

7) La ceretta il sabato mattina

8) La ceretta in generale

9) 21 giorni senza carboidrati (almeno una volta all’anno)

10) Mangiare frutta a metà mattina quando tutti gli altri si stanno scassando una brioche

11) Stirare, perchè stendere bene non basta.

12) Andare in posta il 1° del mese.

13) La spesa il sabato pomeriggio

14) Il primo giorno di saldi

15) “Sì mamma, il 1 novembre ti accompagno a fare il giro dei cimiteri”

16) Ho il condizionatore in macchina ma non lo accendo (fuori è luglio e ci sono 30 gradi)

17) La meringata con cioccalata calda e fragole nonostante l’intolleranza al lattosio e alle uova

18) L’intimo contenitivo

19) Le lasagne vegan

20) Sì mamma, ti accompagno al concerto di Gigi D’Alessio

21) Controllare il mio saldo bancario prima dell’accredito dello stipendio.

22)  Imbarcare il bagaglio in stiva sul volo Torino/Roma e aspettare infiniti minuti a Fiumicino

23) Il dolcevita di lana

24) Le calze di lana

25) Salire su un tram alle 14 di un pomeriggio estivo.

26) Fingere che non sia un problema che gli altri d’estate indossino scarpe aperte

27) Quel cazzo di momento in cui decidi di pulire il forno

28) Quel cazzo di momento in cui decidi di pulire il freezer e il frigorifero.

29) Le lezioni di prova di qualsiasi sport

30) Le lezioni di prova di zumba (cosa non paragonabile a nient’altro)

31) Accettare gli inviti a casa della gente per le dimostrazioni prodotti.

32) I bagni chimici

32 bis) Andare con i sandali ad un evento dove sicuramente ci saranno solo bagni chimici.

33) I pantaloni stretti

34) Fingersi a proprio agio quando in realtà le mutande ti si sono infilate tra le chiappe

35) L’Ikea

36) “Se mi lasci ti cancello”

37) “Closer”

38) Continuare a credere che Billy Corgan un giorno tornerà quello degli anni ’90

39) Le Converse a dicembre

40) Leggere ogni libro fino alla fine anche se ti fa schifo.

41) Rispondere ai call center

42) Puntare la sveglia 30 minuti prima per la soddisfazione di poterla spegnere e riaddormentarmi e svegliarmi dopo 9 minuti e ripetere questa cazzata per almeno 3/4 volte. Ogni mattina.

43) Tentare di togliere i peli del gatto dai vestiti

44) Accettare di giocare a Pictionary

45) Ordinare un cappuccino di soia all’Autogrill nella speranza che le cose siano cambiate, e sentirsi dare sempre la solita risposta.

46) Portarmi in borsa l’agenda, che pesa e che non uso mai

47) Cercare di spiegare alla gente che Miss America a suo modo mi parla ed essere presa per pazza.

48) Guardare Downton Abbey in inglese

49) Restare in una stanza anche se il dj mette “Gianna” di Rino Gaetano

50) Accettare di andare a cena con la Gente alle 21/21.30 e morire di fame e di stenti a partire dalle 19.

Nessuna Valina è stata legata come un cotechino contro una parete durante la stesura del post.

Un Martini nel bicchiere della Nutella

10 Feb

Qualunque studente di Economia è perseguitato, per tutta la durata dei suoi studi almeno, dal tempo. O meglio dal concetto dalla divisione del tempo: il breve, il medio e il lungo periodo.

Qualunque studente di Economia, dopo varie bestemmie contro la Micro e la Macroeconomia, impara che il segreto per un lungo periodo coi fiocchi sta principalmente in una sola cosa: un breve periodo in perfetto equilibrio che funziona alla grande. Poi se arriva la sfiga, va beh quelli sono altri cazzi.

Per anni ho bestemmiato soprattutto contro la Microeconomia, accusandola di essere il mio esame impossibile, il motivo per cui non mi sarei mai laureata, la mia bestia nera. Poi un giorno ho deciso di affrontarlo e sono tornata a studiare, e sono ripartita proprio da li, dalla mia bestia nera.

Tra una maledizione e l’altra un giorno ho capito tutto: volevo capire il lungo periodo, trascurando il breve. Era lo stesso errore che facevo tutti i giorni con me stessa.

Una vita intera ad inseguire obiettivi enormi e lontanissimi.

Laurea, convinvenza, matrimonio, figli, viaggi, mutui, ecc ecc ecc. Solo cose lontane, solo le cose che credevo potessero darti una vita serena.

Solo che non è detto che a queste cose ci arrivi nei tempi che avevi stabilito tu, forse non è neanche detto che ti renderanno così serena e realizzata come avresti pensato.

Così, un po’ per le calamità che mi si sono scagliate contro, un po’ per colpa della Microeconomia, ho smesso di pensare al lungo periodo. Mi sono dedicata anima e corpo al breve periodo.

I miei pensieri spesso non vanno oltre il mese. A volte in un attimo di onnipotenza fisso cose oltre i sei mesi, ma parliamo di concerti o viaggi.

Ho scoperto che pensare di avere meno tempo, o almeno di non avere un tempo infinito, ti fa fare più cose, ti fa essere più audace, ti costringe a far amicizia con te stesso, ti fa fare anche un sacco di cazzate.

Ho smesso di conservare le cose per le occasioni speciali, ma non per quella menata che ogni giorno è speciale, ma perché poi il tempo passa e rovina i tessuti, e cambia i gusti e tu potresti ingrassare e non entrare più in quel vestito.

E questo lo sai ti rode un sacco.

Ho smesso di pensare che il tempo aggiusterà gli errori e ho iniziato a dire sticazzi.

Ho smesso di pensare che un giorno farò i provini per X Factor (per Amici sono troppo vecchia) e ora canto e fischietto ovunque, che faccio prima e magari un produttore mi sente e mi succede la stessa cosa di Shola Ama (non canto benissimo ma fischio da Dio).

Ho smesso di pensare che il Martini bianco si può bere solo nei bicchieri giusti e nelle occasioni giuste.

Quando devi festeggiare il Martini servito nei bicchieri della Nutella è fantastico.