Archivio | giugno, 2016

E adesso pedala

29 Giu

Prologo

A maggio 2015 la mia vita è cambiata. All’improvviso si è rotto un pezzo di me, ma non me ne sono occupata. Ho pensato fosse più saggio buttarmi anima e corpo su altro per non pensare, per non vedere, per non occuparmi di me stessa. Ma quel pezzo è rimasto rotto, e si sa, un pezzo rotto alla lunga distrugge tutto quanto.

La vita è una balorda e così a maggio 2016 olè, un’altra batosta. Ma forse dai traumi si esce con altri traumi che ti risvegliano.

È strano ripensare a quei giorni in cui non avevo voglia di nulla, neanche di piangere. A un certo punto ho mollato e mi sono lasciata andare giù.

Per fortuna sono una maledetta testarda e di fronte alla scoperta di quanto può essere nera e piena di dolore la nostra mente mi sono urlata un “No!” che mi ha risvegliato e ho iniziato la risalita.

In bicicletta.

 

 

La vita è strana. La mia ogni tot mi viene a trovare, mi scombina tutte le carte, mi fa una risata in faccia e mi dice “Dai stupiscimi, su cosa ti butti questa volta?”.

In passato ho risposto “Sull’amore”. “Sui viaggi” “Sull’università” etc etc etc

Come ben sappiamo questi lidi ultimamente non sono molto frequentati e Miss America non è disponibile ad aiutarmi neanche per organizzare un torneo di pinacola.

Così questa volta ho scelto la bici.

Cioè, io avrei scelto il cibo, ma una serie di circostanze mi ha unito alla bici e senza accorgermene ero già sopra il sellino a maledire il male alle chiappe ma con la pedalata costante.

E così giorno dopo giorno inizio a salire in bici e a pedalare, all’inizio poco, poi sempre un pochino di più. Mi sono ritrovata in bici al mattino prestissimo, sotto la pioggia, sotto i 40 gradi, in salita, in pianura. Sempre con la faccia paonazza e sempre ripetendo mentalmente il manuale delle parolacce dalla A alla Z.

Però poi arriva la discesa, e quello vale tutto.

La discesa mi fa staccare tutto e finalmente mi sento libera. Forse è per quello che ogni giorno salgo su quel sellino, anche quando potrei farne a meno. Ogni pianura serve per sgombrare la mente e concentrarsi per la salita, dove non puoi distrarti un attimo per arrivare quanto prima alla discesa e, finalmente, sentirti di nuovo te stessa. Ogni viaggio in bicicletta per me rappresente un lasso di tempo in cui non penso a niente, nessun problema esiste, ci sono solo io, la musica nell’unico auricolare che tengo e la fatica. La fatica che mi sta aiutando a ricostruirmi, forse meglio di prima.

Ma ora non dilunghiamoci, questo non è mai stato un blog introspettivo quindi arrivamo finalmente al sodo di questa puntata e parliamo di cosa ho capito sul mondo dello sport:

  1. NON FUMARE AIUTA DAVVERO. Da quando non fumo ho smesso di credere di morire per asfissia dopo 5 minuti di attività fisica. Ora devo farne almeno 10.
  2. CERCHERANNO TUTTI DI GUARDARTI LE TETTE. Non importa quanto tu sia sudata, paonazza, stanca. Non importa quanto tu in quel momento faccia pena, ma fammi vedere se riesco ad intravedere un pezzo di tetta dallo specchietto retrovisore.
  3. IL MALE ALLE CHIAPPE NON PASSA.
  4. NO, NON TI ABITUERAI.
  5. CANTARE MENTRE PEDALI SERVIRA’ SOLO A FARTI MANGIARE INSETTI.
  6. A PROPOSITO DI INSETTI, MEGLIO ANDARE CON GLI OCCHIALI DA VISTA CHE CON LE LENTI A CONTATTO.
  7. TI RICORDI TUTTE QUELLE COSE CHE ODI DEI CICLISTI?  BENE LE INIZIERAI A FARE ANCHE TU.

 

ULTIMA COSA IMPORTANTISSIMA.

Fare sport fa bruciare calorie, ma se tu mangi di più del solito (proprio con la scusa che tanto hai bruciato calorie) non dimagrirai mai.

E ora, regia, chiudiamo il pezzo con un supporto audiovisivo.

Per oggi è tutto, grazie AMICI DELLO SPORT.