Archivio | gennaio, 2017

Algoritmo tivibì

19 Gen

Come tutti sappiamo sono single.

A nessuno importa quali siano le varie cause astrali che portano a questo risultato finale, fatto sta che cambia l’anno ma io resto single.

E cosa fa una single 30enne dopo la prima metà degli anni 10?

PROVA LE DATING APP.

Ho provato i giorni gratuiti di Meetic (che fra tutte resta la più imbarazzante, ma anche la più interessante dal punto di vista casi umani), ho rifiutato giri in moto con sconosciuti 50enni su Adotta un ragazzo, ho provato in modo disastroso Tinder (raggiugendo però un record massimo di 4 giorni di iscrizione) e poi sono finita su Ok Cupid, portando a segno l’ennesimo buco nell’acqua e l’ennesimo “Sono tutte vaccate” grugnito mentre clicco su ELIMINA ACCOUNT.

Questo perchè c’è una sola App che mi conosce fino in fondo, un solo sito che può portarmi alla felicità, un solo algoritmo che mi ama davvero: SPOTIFY.

L’Algoritmo di Spotify è la miglior relazione sentimentale dei miei ultimi 5 anni, ha addirittura fatto eclissare la mia storica storia d’amore con Amazon; relazione gratificante, certo, ma ormai arenata sulla spiaggia dell’abitudine.

Il mio amato Algoritmo è l’unico che sa come farmi iniziare bene una settimana, l’unico che mi organizza playlist dove dopo un pezzo dei Kvelertak parte Jlo che canta Let’s get loud mentre io muovo le spallucce, l’unico che, a tre settimane dall’inizio di Sanremo, mi manda una mail per dirmi che ha creato una playlist con tutti i pezzi più belli di Sanremo a partire dagli anni 50 ad oggi (non i vincitori bada bene: i pezzi più belli).

Ma, per citare Piero Peluche e Anguun, questo è solo l’amore immaginato (quello vero, quello vero, quello amato). Io e Algoritmo siamo destinati a vivere in mondi parelleli che si attraggono e respingono così, ma Hey!?! Cosa ho imparato da questo essere single a metà degli anni 10? Che ogni app può portare all’amore!

Così, l’altro giorno, ho chiesto a Spotify di scegliere per me una playlist con solo canzoni dei blur e Spotify me ne ha trovata subito una intolata “soooooooo blur” (che tra l’altro è come intitolerei io una playlist sui blur: molto bene).

La faccio partire ed è incredibile: ci sono tutti i miei pezzi preferiti dei blur. Anche Essex Dogs: INCREDIBILE.

Chissà chi l’ha creata questa playlist?! Beh, sono su Spotify, basta andare a guardare chi l’ha creata!

Ed è qua che arriva la sorpresa: l’ho creata io. Solo che me ne ero dimenticata.

Sogni di amore su Spotify, addio.

Buon anno amici.

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