Archive | febbraio, 2017

La libertà di assentarsi

15 Feb

Vi siete mai chiesti perché ad un certo punto ho smesso di scrivere?

Io me lo sono domandato infinite volte e la risposta è sempre stata la stessa: non avevo più voglia.

Lezioni di Parlo è sempre stato il posto dove finalmente potevo scrivere tutto quello che volevo, e non mi è mai importato di scrivere per un pubblico o per ottenere un pubblico. Scrivevo cosa volevo io, come volevo io.

Triste, allegro, sgrammaticato, nosense. Non ho mai pensato di essere brava a scrivere o di poter avere un futuro nella scrittura: semplicemente mi piaceva.

Poi è arrivata un po’ di notorietà e le cose si sono un po’ incrinate. Temevo di dover raggiungere gli standard di altri blogger, di dover accontentare le aspettative di chissà chi, di dover mantenere costanza nel pubblicare post.

Insomma, l’ansia.

Solo obiettivi, solo strategie e il piacere di scrivere cosa mi passava per la testa si è seduto in panchina.

Poi qualcosa si è rotto davvero.

Stavo male, e quando stai male un blog come Lezioni di Parlo non lo puoi avere. Per pura fortuna, ed è stata solo fortuna, la voglia di scrivere non solo è rimasta in panchina: è proprio andata in vacanza e a me non è mai passato per il cervello di accendere il pc per scrivere dettagliatamente del nero che avevo in testa e di quanto il mio cuore fosse pesante. Il pc è rimasto chiuso dentro la sua valigetta, nascosto dentro un armadio e io mi sono assentata per occuparmi di me stessa.

Ho riflettuto a lungo sul chiudere il blog per sparire.

Poi volevo chiudere Lezioni di Parlo per aprire un altro blog, di nuovo nell’anonimato, di nuovo per il piacere di scrivere. Non stavo ancora bene.

Per pura fortuna, non ho scritto ne post patetici da cui correre al riparo, ne ho mandato in vacca la mia adorata creatura senza senso. Lo ripeto:per pura fortuna, perché non è questione di bravura o di forza, ma solo di fortuna; mi sono solo assentata un attimo.

Perché se c’è una cosa che ho capito nelle ultime settimane è che da tutta questa macchina di connessione continua, da questa sorta di Second Life fatta di social network, fotografie e dating app ti puoi assentare. E tornare. E, se vuoi, di nuovo assentare.

Ognuno di noi sente il bisogno di farne parte, chi più chi meno, e anche se credo che le Instagram stories siano il male per la solitudine e la noia delle persone, io stessa domenica ho fatto un video di un vinile dei Portishead che andava sul mio giradischi.

A chi cazzo gliene frega che domenica alle 12.30 stessi ascoltando All Mine??? Eppure non contenta, dopo aver girato il lato del vinile, ho fatto un altro video di Miss America che faceva le fusa mentre il giradischi inondava il salotto con Only You. Sono una poveretta? Sono una supercool? Nessuna delle due.

Sono semplicemente una che finalmente ha ritrovato la voglia di scrivere le cazzate che gli passano per la testa senza pensare più a nessuno, consapevole che la condivisione dipende dalla nostra volontà.

E che nessun Instagram può sostituire gli occhi, nessun Facebook può sostituire una serata con gli amici e nessun Tinder può fare quello che una persona con lo sguardo giusto e la frase giusta riescono a fare.

Ecco perché alla fine non la diamo mai su Tinder.

Alla prossima 😉

Love is in the air

13 Feb

Attenzione: questo non è un post anti S. Valentino, ne pro S. Valentino. E’ un post come tutti gli altri e stop.

Oggi è la vigilia di S. Valentino e ho deciso che domani passerò S. Valentino ascoltando Sean Paul, perché Sean Paul è protagonista del mio nuovo sogno nel cassetto.

Sean Paul che si intromette nella vita reale di tutti i giorni, come Barry White per Ally McBeal, ma più contemporaneo.

Sei a fare la spesa e da una corsia sbuca Sean Paul che molleggiando mi dice SEANNA PAUUUUL.

Oppure suona il telefono dell’ufficio e dall’altra parte c’è sempre Sean Paul che mi dice DUTTY EH DUTTY EH.

Incursioni a random di Sean Paul; io e lui uniti nell’assurdità del dutty rock. Che sogno nel cassetto da urlo.

Comunque.

Come i fedelissimi sapranno il lunedì e il giovedì vado a ginnastica, sempre con l’Università della Terza Età ma con un’insegnante diversa.

Ed oggi è successa una cosa degna di nota, al punto da farmi accendere il pc per lasciare una nota ai posteri.

L’uomo più giovane del corso (le signore lo chiamano il ragazzo, ma ci terrei a precisare che ha almeno 15 anni più di me, così capite l’età media) si è approcciato a me.

Probabilmente abbagliato dalla mia bravura nel fare gli addominali ha aspettato la fine della lezione per avvicinarsi a me e farmi una battuta.

Una battuta che mi ha fatto ridere. Una cosa da stellina sul calendario. La cosa più romantica del 2017 ad oggi.

Perché forse gli uomini non sono più quelli di una volta, ma ricordiamoci che in giro ci sono ancora gli uomini di una volta: tutta questione di punti di vista 😉

 

Parola xxx

10 Feb

Passo un sacco di tempo a pensare alle parole.

Non a che parole usare, ad organizzare dei discorsi o a pensare di scrivere delle cose. Io proprio mi fisso a pensare alle parole, ad analizzarle, dividerle in sillabe, in categorie.

Trovo le parole che mi piacciono, quelle che non mi piacciono, quelle che sono ok se le uso io ma fanno cagare se le usi te.

Quelle che va bene se le dico, ma non se le scrivo e viceversa.

Insomma, un normale passatempo da maniaco compulsivo, passatempo che mettiamo nella stessa categoria di contare e pensare ai numeri mentre nuoto (attività che faccio spesso essendo io una persona MOLTO sportiva).

In questa mia profonda analisi della parole ovviamente ho trovato anche le parole che non riesco a dire senza ridere.

Un po’ come mio nonno che non riusciva a dire culo senza sogghignare, io non riesco a dire emorroidi.

E nella vita reale è un problema.

La gente ne parla in modo serio, perchè le emorroidi effettivamente sono un problema e io come una cogliona rido: tutto perchè penso a una pubblicità anni 80 di un cinese in bicicletta con un cuscino sotto il sedere causa appunto le emorroidi.

Pubblicità che non so se è realmente esistita visto che me la ricordo solo io, ma fingiamo tutti di conoscerla.

L’argomento emorroidi può venire fuori in una normale conversazione quando si entra in campo disagio fisico, disagio post parto, disagio generico ma anche bellezza e benessere.

Immaginiamo che sia intervistata a Detto Fatto e dover ritrovarmi a rispondere a questa domanda:

“Valina, hai un contorno occhi strepitoso! Rivela alle nostre amiche a casa il tuo segreto di bellezza”

“Beh Caterina (Balivo ovviamente), è molto semplice. Uso la crema per le emorroidi! Da quando ho superato il trauma di non riuscire a dire quella parola la mia vita è cambiata! Ora vado in farmacia, ordino il mio tubetto di Preparazione H e guarda come sono luminosa. UN’ALTRA VITA!!”

Anyway.

Ieri a ginnastica nel momento scioglimento spalle mia madre mi ha guardato e mi ha detto “Facciamo come Rovazzi”.

Alla prossima.