Archivio | settembre, 2017

Fabio Volo rulez?!

21 Set

Mi sono trasferita in questa casa più o meno 5 anni e 5 mesi fa.

Era maggio 2012 avevo 27 anni, parecchi kg in meno (anche se a vedermi non si direbbe, lo so) e sono entrata in questa casa dicendo: “…..chissà, magari fra un anno vado a convivere…..

E ci credevo davvero, eh, che potesse succedere.

Senza ricerche disperate, ossessione, forse qualche improbabile frequentazione certo, ma nessuna corsa disperata all’ammore della vita. Semplicemente ero molto possibilista sul fatto che nella vita può succedere di tutto: anche l’amore all’improvviso.

Concetto a cui, in realtà, sono ancora predisposta, solo che sono più consapevole che nella vita ti può succedere effettivamente di tutto, ma ci sono più probabilità che non sia amore ma magari una multa, un viaggio, cose di lavoro, un bel film, la pipì che ti sveglia nel cuore della notte e nel buio batti il mignolino contro lo stipite della porte.

Ecco, diciamo che l’amore ha il 4% di possibilità di arrivarti addosso all’improvviso e il resto della vita il 96%.

Però succede. La chiave di tutto sta nel godersi quel 96% al meglio possibile.

E proprio mentre ragionavo su questa cosa, un 20 minuti fa, ho guardato camera mia e ho pensato: “Se mai avessi un fidanzato, in realtà, mica potremmo convivere in questa casa. E’ troppo piccola, in due non ci staremmo mai”.

Ed effettivamente tutti i Vanity Fair che invadono il mio comodino, l’altro comodino, un lato del letto, il davanzale, il divano, il ripiano della lavatrice, il tavolo in cucina, un quadrato del Kallax in soggiorno ecc ecc ecc, dove dovrei metterli? Cioè, dovrei fare la pulizia dell’armadio e magari buttare i vestiti che non metto più dal 2003, ma che potrebbero essermi utili forse nel 2029 quando quella moda ritornerà?

No perché casa mia è un trilocale di 60 mq ed effettivamente non so se può contenere me, le mie cose, Miss America e un’altra persona.

Dai magari un’altra persona che non possiede niente oltre un trolley di vestiti estivi e invernali potrebbe starci, ma sono pronta a stravolgere tutte le mie abitudini?

E proprio di questo si parlava oggi a lavoro,il sogno di ogni zitellone unisex che si rispetti.

FIDANZATI SI’, MA OGNUNO A CASA SUA.

(che messo così sembra quasi uno slogan della Lega)

Che è un’idea geniale sotto certi aspetti, forse la chiave di tutto: la vera svolta dei rapporti di coppia per noi super autonomi, indipendenti, scorbutici ma anche romantici dal cuore libero.

Wow, figo, ok, che sogno.

E poi il brivido.

Perché c’è qualcuno che con questa cosa ci ha concluso un libro.

Un libro che ho letto il primo di anno di università, forse era proprio il 2003 e l’indizio me lo potrebbe dare quel top dei Motel Connection che tengo nel secondo cassetto del comò.

Questa genialata dell’amore in case separate concludeva “E’ una vita che ti aspetto”, il secondo libro di Fabio Volo.

Ma cazzo, non è che alla fine ci toccherà dare ragione a Fabio Volo?!