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Torni? Forse

7 Gen

Ma che hai fatto in questi mesi da non avere proprio proprio il tempo di scrivere?

Ma….Sì….Beh, un po’ di cose le ho fatte…… Ma….. Ecco…. Onestamente non avevo più molta voglia di scrivere al pc. Cioè, se proprio te lo devo dire,  mi sono fatti i cazzi miei.

 

Ciao Lezioni di Parlo, non ci vediamo da tanto!

Sì, sono stata un po’ stronza con te, ma lo sai che la costanza non è il mio forte! Però ho preso un sacco di appunti per te in questi mesi, e con calma (e soprattutto con voglia) recupereremo.

Iniziamo da cosa ho imparato da questi mesi di puro e bellissimo, ma anche pronfondo e introspettivo, ozio:

 

Primo: se non hai voglia di scrivere, non scrivere.

Secondo: un paio di pantaloni stretti non ti fanno più magra, semplicemente si aprono quando meno te lo aspetti.

Terzo: la BB cream se te la metti negli occhi brucia in un modo incredibile (signori 4 volte negli ultimi 3 mesi)

Quarto: se non hai voglia di fare una cosa, non la fare. Ma butta sempre l’immondizia.

Quinto: un tavolo di donne single attraenti e intelligenti perde ogni attrattiva se passa l’intera serata a parlare di gatti in un susseguirsi di Foto, Urlettini e  Manine sulla faccia per enfatizzare i vari”OHHHHHHHHHHHHHH”

Sesto: la musica unisce tutti, soprattutto se obblighi gli altri ad ascoltarla. L’altro giorno i miei vicini hanno messo uno dei due pezzi di Justin Bieber che ascolto sempre a casa da almeno tre mesi, DI LORO SPONTANEA VOLONTA’.

Basta musica folkloristica balcanica. Sì “What do you mean”. Ecco. (Comunque vicini il mio preferito è “Sorry”)

Settimo: l’abbigliamento rilassato forse è out. Tipo la mia tuta da casa, sì quella che indosso ora, questa con i pantaloni bluette che si intonano alla felpa con le macchie di vernice e il nome del posto dove lavoro stampato sopra. Ecco. Devo iniziare a riservarla alle mura domestiche e non più alle situazioni da abbigliamento rilassato.

(Esempio di situazione da abbigliamento rilassato: caffè da amica dopo cena senza ospiti sconosciuti e/o interessanti, uscita per mettere benzina o cose simili, spesa all’iper d’inverno perché sopra ho il cappotto (ma i pantaloni si vedono comunque), passeggiata con cane che però al momento non ho, ma magari ce l’hai tu che mi leggi)

Ottavo: posso permettermi il punto sette perché ho comprato uno stock di pantaloni neri e tutosi, ma dignitosi, da Decathlon. Tutti neri, ma di modelli diversi. Che si sà che il nero smagrisce e la tuta dignitosa, comunque, fa sportiva e qualcuno finirà per credere che sono una persona sportivamente attiva.  Le scarpe da finto trekking, invece, le uso spesso ultimamente perché non mi fanno venire i piedi gelati, ma ammetto che siano veramente brutte.

Nono: continuo a cucinare di merda e di sicuro nessun uomo si innamorerà di me grazie alla mia cucina. Ma sticazzi, su Facebook c’è Cucinaremale ❤

Decimo: ora, come allora, se canto a voce alta quando ho gli auricolari io non mi sento, ma gli altri sì. Valeva nel ’95 all’Auchan di Corso Romania, vale ancora nel 2015.

 

Ciao.

Forse torno presto 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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50 sfumature di Valina

17 Feb

Non ho letto “50 sfumature di grigio” e neanche i relativi sequel. Ho aspettato che la mia lettrice di porno soft di fiducia lo leggesse e mi facesse la recensione. Alle parole “Un Harmony Passion vale di pù”, ho chiuso qualsiasi porta alle sfumature. Stesso discorso per il film.

Che poi perchè dovrei guardare un film sul masochismo sessual/sentimentale quando la mia vita è costellata da atti di puro masochismo?

Se il masochismo è il raggiungere qualcosa che ci crea benessere (a volte anche solo il quieto vivere) tramite della sofferenza a questo punto facciamo un film su di me e sui miei atti di masochismo.

“50 sfumature di Valina”

1) La doccia alle 6.30 di un mattino invernale, quando i termosifoni sono ancora spenti e l’acqua ci mette almeno 27 secondi prima di essere calda.

2) Decidere di finire l’università a 29 anni

3) I film russi

4) I film premiati a Cannes

5) Pure quelli premiati a Venezia

6) La ceretta il sabato mattina alle 8.30

7) La ceretta il sabato mattina

8) La ceretta in generale

9) 21 giorni senza carboidrati (almeno una volta all’anno)

10) Mangiare frutta a metà mattina quando tutti gli altri si stanno scassando una brioche

11) Stirare, perchè stendere bene non basta.

12) Andare in posta il 1° del mese.

13) La spesa il sabato pomeriggio

14) Il primo giorno di saldi

15) “Sì mamma, il 1 novembre ti accompagno a fare il giro dei cimiteri”

16) Ho il condizionatore in macchina ma non lo accendo (fuori è luglio e ci sono 30 gradi)

17) La meringata con cioccalata calda e fragole nonostante l’intolleranza al lattosio e alle uova

18) L’intimo contenitivo

19) Le lasagne vegan

20) Sì mamma, ti accompagno al concerto di Gigi D’Alessio

21) Controllare il mio saldo bancario prima dell’accredito dello stipendio.

22)  Imbarcare il bagaglio in stiva sul volo Torino/Roma e aspettare infiniti minuti a Fiumicino

23) Il dolcevita di lana

24) Le calze di lana

25) Salire su un tram alle 14 di un pomeriggio estivo.

26) Fingere che non sia un problema che gli altri d’estate indossino scarpe aperte

27) Quel cazzo di momento in cui decidi di pulire il forno

28) Quel cazzo di momento in cui decidi di pulire il freezer e il frigorifero.

29) Le lezioni di prova di qualsiasi sport

30) Le lezioni di prova di zumba (cosa non paragonabile a nient’altro)

31) Accettare gli inviti a casa della gente per le dimostrazioni prodotti.

32) I bagni chimici

32 bis) Andare con i sandali ad un evento dove sicuramente ci saranno solo bagni chimici.

33) I pantaloni stretti

34) Fingersi a proprio agio quando in realtà le mutande ti si sono infilate tra le chiappe

35) L’Ikea

36) “Se mi lasci ti cancello”

37) “Closer”

38) Continuare a credere che Billy Corgan un giorno tornerà quello degli anni ’90

39) Le Converse a dicembre

40) Leggere ogni libro fino alla fine anche se ti fa schifo.

41) Rispondere ai call center

42) Puntare la sveglia 30 minuti prima per la soddisfazione di poterla spegnere e riaddormentarmi e svegliarmi dopo 9 minuti e ripetere questa cazzata per almeno 3/4 volte. Ogni mattina.

43) Tentare di togliere i peli del gatto dai vestiti

44) Accettare di giocare a Pictionary

45) Ordinare un cappuccino di soia all’Autogrill nella speranza che le cose siano cambiate, e sentirsi dare sempre la solita risposta.

46) Portarmi in borsa l’agenda, che pesa e che non uso mai

47) Cercare di spiegare alla gente che Miss America a suo modo mi parla ed essere presa per pazza.

48) Guardare Downton Abbey in inglese

49) Restare in una stanza anche se il dj mette “Gianna” di Rino Gaetano

50) Accettare di andare a cena con la Gente alle 21/21.30 e morire di fame e di stenti a partire dalle 19.

Nessuna Valina è stata legata come un cotechino contro una parete durante la stesura del post.

Taylor Swift

5 Nov

E gnente: sono viva.

So che probabilmente non è che vi cambi la giornata e Lezioni di parlo non vi mancava.

So anche che le persone a cui interessa la continuazione della mia esistenza sono stati rassicurati dal fatto che la mia vita a ottobre è stata documentata da foto sui social network e racconti che garantivano una sola cosa: VITA SOCIALE.

Sì, a ottobre mi sono dedicata anima e corpo (soprattutto corpo) alla vita sociale. Con grandissimi risultati.

Intanto, carico pubblico a casa, preparatevi a fare la ola per un grande, attesissimo ritorno: LA LIMONANZA.

Dedicheremo uno spazio a parte a LA LIMONANZA, ma sì, vi do uno spoiler: ottobre è stato anche un mese hot.

Infatti ho limonato, ho ricevuto un sms in cui, finalmente, un essere vivente di sesso maschile si è reso conto che sono un sex symbol e poi mi sono innamorata. Di un barista. Che mi ha fatto volontariamente 10 euro di sconto. Ergo si è innamorato anche lui.

Ma di tutto questo parleremo un’altra volta.

Lezioni di parlo è un blog di formazione, un amico che condivide con voi i duri insegnamenti della strada per alleviarvi i momenti più bui di quella che Antonello Venditti definiva una fantastica storia, aka la vita.

Oggi parliamo di Shazam.

Nel caso esistesse qualcuno più indietro di me sul campo app, Shazam è un programmino che tu ti scarichi nel telefonino e serve per dirti titolo e cantante di una canzone che canticchi e che vorresti scaricare illegalmente ma non sai chi la canta ne come cercarla. E hai provato a cercare su google pezzi del testo in un inglese tutto tuo, ma niente e quindi quando becchi il pezzo alla radio attacchi Shazam e tadam: sveli l’arcano.

Ora: la maggior parte delle volte è bello scoprire cose nuove, cantanti nuovi, dire “Ah sì? la canta lui? Maddai” e poi rimuovere tutto dopo 5 minuti. Ma poi niente, Shazam può anche causare dei traumi.

Come quando, qualche giorno fa, becco alla radio quella canzoncina che mi piaciucchia (credo mi piaccia perchè ripete solo tantissime volte la parola Shake Shake Shake, e io ho un debole per la parola shake e anche i per i milkshake) così, lesta come una faina, prendo il telefono, attacco shazam e aspetto.

Guardo il risultato e mi si spezza il cuore.

TAYLOR SWIFT.

Taylor Swift mi è antipatica a priori perchè mi ricorda l’unica compagna di classe con cui ho fatto dalla 1 elementare alla 5 superiore: la mia acerrima nemica.

Non l’ho mai retta, mai.

Il ricordo della sua voce mentre dice “Teacher, may I go to the toilet” mi fa ancora venire i brividi.

Ogni volta che vedo Taylor Swift vedo lei, o meglio, vedo Taylor Swift con la sua faccia, e sto male.

Che poi parliamo di una che ha fatto i soldi con il country, una che ha ingiustamente rubato il premio di miglior video dell’anno a “Single Ladies” di Beyonce.

Cioè: ha vinto lei con un video di una canzone country.

Che poi sta roba dell’America e del country……… Io ci penso spesso.

Gli ammericani vanno fuori per il country, lo vanno a ballare con le camicie a quadri e i cappelli da cow boy e gli stivaloni, pensano sia la musica più bella del mondo e io mi chiedo sempre: ma se fossi americana come sarei?

E la risposta è sempre la stessa: se fossi americana forse non ascolterei il country, ma di sicuro sarei enorme.

Avere 30 anni

24 Set

Ho 30 anni.

Volevo rassicurarvi sul fatto che non cambia assolutamente nulla.

No, non mi è neanche scattato l’orologio biologico.

Sì, ho ancora i brufoli.

No, non ho imparato a cucinare ne mi è venuta voglia di imparare.

Sì, continuo ad arrivare in ufficio alle 08.02 (anche 8.04).

No, non ho iniziato a farmi la piega ai capelli perchè ormai sono una donna.

Sì, uso ancora il verbo limonare in tutte le sue coniugazioni possibili, ultimamente uso praticamente solo il condizionale: limonerei.

No, non ho smesso di guardare Beautiful e neanche Real time.

Sì, mia madre sta ancora organizzando un matrimonio immaginario con me e non si sa bene chi: siamo d’accordo solo sul non invitare parenti.

No, non ho deciso di mettere internet a casa.

Sì, potrei continuare all’infinto.

L’unica cosa che ho fatto di diverso è che ho ritirato tutte le valigie che avevo sparse per casa. Le ho pulite dentro e fuori, poi le ho messe dentro degli scatoloni e con cura ritirate per bene in cantina.

Poi ho comprato un biglietto aereo. E ciao core. Non è cambiato nulla.

La mia migliore amica

26 Ago

La mia migliore amica guarda male tutti.
Se non la conosci e la vedi per la prima volta pensi ce l’abbia con te.
La mia migliore amica parla poco, se non le vai a genio non ti parla proprio.
La mia migliore amica non ti abbraccia, non ti bacia, se può non ti tocca neanche: sembra quasi anaffettiva.
Se non la conosci pensi che sia una snob.
La mia migliore amica è quella che ti fa notare quando un vestito non ti sta bene, il baffetto ti è già cresciuto di mezzo millimetro, quella borsa è del tutto sbagliata e quella battuta, mia cara, non fa ridere.
Non gliela devi ripetere: non fa ridere.
La mia migliore amica sarà sempre in guerra con i miei calzini da adolescente, i miei capelli alla cazzo di cane, la mia matita che cola dopo 10 minuti e con i miei amori sbagliati.

E allora perché è la mia migliore amica?

Perchè la mia migliore amica non ha bisogno di abbracciarmi, di baciarmi o di dirmi che mi vuole bene: basta che mi guardi.
La mia migliore amica è così onesta che frequenta solo quelli a cui vuole bene.
La mia migliore amica è una delle persone più divertenti che conosco ed una di quella che riesce a farmi ridere fino alle lacrime.
La mia migliore amica mi sgrida se faccio cazzate ma poi mi guarda e mi dice: “ti sei divertita? Stai bene? Allora va tutto bene”
La mia migliore amica mi ha regalato Miss America e poi un’ecopelliccia perché sapeva che se no sarebbero rimasti solo dei miei desideri.
La mia migliore amica è quella che nella notte più brutta della mia vita mi ha chiamato dal bagno di un locale, senza sapere nulla, e poi mi ha raggiunta.
La mia migliore amica è una delle fortune più grandi della mia vita.

Mancano pochi giorni ai miei 30 anni e poco più di due settimane al suo matrimonio.
Io dovrò scrivere il discorso della testimone, e non so cosa scriverò ma sarà totalmente diverso da questo.
Ma dovevo dirglielo che più che la mia migliore amica lei è la mia anima gemella.

PS: comunque sei una borghese.

Ho una foto con La Sera. Ciao.

4 Giu

Sono tornata dal Primavera Sound.

Potrei parlarvi di un sacco di cose.

Per esempio di quel locale a Poblenou dove ogni mercoledì e ogni domenica tutto il menù costa 1€, compresi gli hot dog di pane al cioccolato ripieni di panna e Oreo (sono una bomba).

Potrei dirvi che non importa quanto sia brutto, vecchio o hipster il vostro kway: l’importante è che ne abbiate uno.

Potrei raccontarvi del mio grande sogno: un artista elegante a caso che all’improvviso inizia a fare le scoregge con le ascelle facendomi ridere tanto. Speravo lo facesse Caetano Veloso, ma non l’ha fatto.

Potrei narrarvi dei miei ormoni impazziti perché distavo 100mt da Josh Homme al concerto dei QOTSA.

In realtà scrivo questo post per postare questa foto e tirarmela:

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Io sono quella che si tiene la borsa così stretta che pare ci siano 10 scippatori pronti a rubarmi anche le crocchette di Miss America, l’altra, quella con l’ombelico all’altezza delle mie tette,  è La Sera. Fare la foto con lei è stato un attimo di fanatismo talmente aulico che ancora sono commossa e ancora sento il bisogno di fare la ruota come i pavoni del bioparco di Roma.

Anyway, se un giorno siete sul divano e non sapete cosa ascoltare, prima di far partire il best of di Topogigio ascoltatevi “Sees the light”, che è uno dei miei dischi importanti e io sarei tanto contenta.

Aggiornamenti sulla mia persona

27 Mag

Domani parto. Cioè, prima vado a dare un esame e poi diretta all’aeroporto.
Torno domenica, giusto in tempo per il compleanno di Miss America.
E voi ora direte: “Ma anche sticazzi”.
E infatti, sticazzi.