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Lezioni di parlo a New York: parte 2 IL CIBO

3 Apr

Dopo la ggente cosa c’è di importante nella vita???

Esatto, IL CIBO!

E a New York c’è un sacco di cibo.

Chi mi conosce sa che da qualche anno ho scoperto di essere intollerante a latte e uova. Credete che questo sarà un elenco di locali veg e di cibo sano??? Assolutamente no.

Impavida come la migliore delle eroine ho sfidato le mie intolleranze alimentari e mi sono nutrite con delle bombe di gioia.

(Al secondo giorno stavo già male, ma, come per le migliori storie d’amore, se tornassi indietro rifarei tutto).

Occhio: a New York mangiare bene costa, mangiare sano costa di più. Se avete la possibilità potete fare la spesa e mangiare in casa, se uscite a mangiare fuori, però, MANGIATE, ne vale la pena.

Iniziamo:

Se andate a Coney Island fermatevi da Nathan’s, il re degli hot dog. Uscite dalla stazione di Coney Island e ve lo trovate di fronte in direzione luna park e spiaggia. Per me è stato il primo pasto ammmericano ed è stato stupendo.
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Per i panini provate The Counter a Time Square. Vi verrà consegnata una scheda e sceglierete voi come creare il vostro hamburger, dal tipo di carne (c’è anche il veggie burger) al tipo di pane, alle salse e alle verdure. Per una birra vi chiederanno come minimo 8$, sappiatelo.
Il mio panino preferito, però, l’ho mangiato da Shake Shack. Ci sono vari locali sparsi per New York e per me è il miglior hamburger mangiato in 29 anni di cibo porco. Hanno anche la maionese, che è merce rara. In più, se siete estremi, servono anche i croccantini per i vostri cani.

Vi piacciono le ostriche? Il vostro posto è The Grand Central Oyster Bar, all’interno della Grand Central Terminal. Io ci sono stata per festeggiare la mia amica, che adora le ostriche. Il posto è parecchio figo ma non troppo da mettervi a disagio, non cucinano solo pesce e hanno dei dolci fantastici. In più vedere le madame Newyorkesi che pasteggiano a Martini è parecchio interessante.

 

Parliamo di colazioni e dolci, la mia parte preferita.
Obbligo una colazione da Clinton’s Street Baking, un locale piccolissimo ma con dei pancake da urlo che vi sazieranno fino alle 16 del pomeriggio. (East Village)

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Waffle.

Ecco, andate da Wafels & Dinges (ci sono vari locali, io ho provato quello nell’East Village). A me sembrava di stare in paradiso, non ve lo voglio neanche descrivere, vi posto solo una foto:
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Cupcake
Leggerete ovunque di andare a mangiare quelli di Baked by Melissa. A me sinceramente non hanno fatto impazzire, e la Red Velvet è stata una delusione. Per i cupcake vi consiglio caldamente di provare pasticcerie più piccole, magari trovate per caso. Sarete più soddisfatti.

Chelsea Market.
Qua trovate tutto.
Dai Brownie più buoni che abbia mai mangiato (Fat Witch Bakery) ai ristoranti Thai, ai cupcake etc etc etc.
Fino ad arrivare al ristorante di Giovanni Rana, che vi potrà salvare se avete nostalgia della pasta di mammà. In più il locale è decisamente da vedere perché è bellissimo.
Il Chealsea Market è un mercato ricavato dalla vecchia fabbrica OREO, quindi è molto interessante da visitare. Poi uscite e salite sulla High Line che ha un ingresso proprio lì fuori.

Cheese Cake
Sono molto più buone che in Italia praticamente ovunque, ma se proprio volete restare senza parole andate da Eileen’s special cheesecake vicino a Spring St.

Balthazar
http://www.balthazarny.com/index.php
Menzione speciale per Balthazar, che in assoluto è il mio locale preferito di NYC.

Colazioni incredibili con prezzi accessibili e brunch stratosferici. Il locale sembra stato ibernato negli anni 30, e vi può seriamente capitare di incontrare VIP. Ma soprattutto ricorderete una colazione da Balthazar per molto, molto, moltissimo tempo.
80 Spring St. vicino alla fermata metro. Quando uscite di fronte trovate un negozio del MOMA molto più grande e con meno gente, e vicino un negozio Paper Source che merita una visita.

I fast food noti anche a noi vi deluderanno, mi sento di annunciarvelo. Non puntate tutto su Mc Donalds, KFC, Subway etc etc etc
Starbucks, ad esempio, per me è stata una grandissima delusione ma è uno dei pochi locali low cost con il bagno, tenetelo presente se vi scappa.

Piuttosto entrate in locali a caso, fate gli avventurieri. Io vi consiglio vivamente l’East Village e Sant Marks Place zona che brulica di locali mangerecci (se doveste entrare da  Cappuccino & Tatoo a Sant Marks Place ,vi prego scrivetemi e fatemi sapere cosa c’è li dentro)

Per il resto….ENJOY IT!

Lezioni di parlo a New York: parte 1 LA GENTE

25 Mar

Sono tornata ieri dalla mia prima volta a New York.

Ne sono tornata completamente infognata: mi spiace se la cosa non vi tocca ma per un po’ qua l’argomento sarà ricorrente.

Iniziamo la rubrica “Lezioni di parlo a NY” con il mio argomento preferito:

LA GENTE.

Notizia bomba: i cinesi invecchiano anche fuori dalla Cina.

Io ho anche avuto l’onore di vedere una 80enne con tanto di girello scatarrare a notevole distanza mentre passeggiava: il solito culo.

Gli uomini sono molto più belli di come appaiono in Sex and the City.

Dal pischello all’operaio 50enne il colpo di fulmine non ti concede tregua: sembra di essere nel Paese dei balocchi.

Peccato che il livello di figa sia talmente alto, che te sembri una caciotta ricoperta con una trapunta matrimoniale e la faccia da pirla.

Ecco, evitate di andare a marzo: fa freddo, tanto.

I newyorkesi gireranno in scioltezza con giacchette primaverili, ma a te, italiano, sembrerà di essere in Alaska e le parole “bella presenza” non potranno essere ricondotte in nessun modo a te.

Accantonato subito il progetto di poter far innamorare un autoctono che volesse anche sposarmi e farmi trasferire li mi sono potuta dedicare alla scoperta degli americani dal punto di vista umano.

SONO MERAVIGLIOSI.

Entri in un negozio, in un bar o in qualsiasi posto e tutti ti sorridono e ti chiedono come stai, anche a me che vago conciata da esploratore artico e ho il naso così rosso dal freddo che le renne di Babbo Natale mi fanno una pippa.

Per strada, mentre tu sei ferma in un angolo che cerchi di capire perché non possono chiamare le strade Via Tizio, Via Caio e maledici il non esserti portata una bussola dietro, il newyorkese si ferma, ti chiede se hai bisogno e poi ti aiuta.

Il tassista che dall’aeroporto ci ha portato a casa è sceso, ha scaricato le valigie e poi ha aspettato che incontrassimo il padrone di casa per essere sicuro che non fossimo in mezzo a una strada.

Esattamente come in Italia, dove se sei in aeroporto piena di valige tutti ti guardano, danno i voti al tuo culo ma nessuno alza un dito.

Infatti se a New York avevo premuto il tasto pausa sul mio essere sociopatica, a Malpensa ho subito premuto su play.

Concludo questa prima parte con un aneddoto dedicato ai tabagisti come me.

Una sera mentre da casa andavo a prendere la metro, mi accendo una sigaretta e una ragazza mi ferma:

“Scusa, avresti una sigaretta per me? sono uscita di casa senza ma qua non le vende nessuno”

Ne prendo una e gliela porgo. E lei cosa fa?

Tira fuori il portafoglio e mi porge 1 dollaro (per ripagarmi la sigaretta che le stavo offrendo)

Non so se fossi più incredula io o lei quando ho rifiutato e le ho detto che gliela regalavo.

A scrocconiiii, imparate.