Di ginnastica, terza età e magliette hardcore

18 Apr

Ci sono domande che speriamo non arrivino mai. Soprattutto a quelli come me, che proprio non ce la fanno a non dirti la verità se gli fai una domanda.

Da ottobre fino ad oggi ho sperato che nessuno dei miei vicini mi fermasse per farmi la fatidica domanda, quella a cui avrei dovuto rispondere dicendo tutta la verità.

Ho lasciato che mi guardassero con sguardi interrogativi per mesi, ho lasciato che si chiedessero tra loro dove andassi due volte alla settimana, allo stesso orario, con quello zaino e vestita così sportiva.

E poi niente, è successo.

Uno di loro ha trovato il coraggio,  mi ha fermata e me l’ha chiesto:

“VALE, MA DOVE VAI IN PALESTRA?”

Non ce l’ho fatta a mentire e ho confessato subito.

L’ho detto tutto d’un fiato, perché non potevo dirlo in altri modi e anche perché, alla fine, ne vado un po’ fiera:

“A OTTOBRE MI SONO ISCRITTA AL CORSO DI GINNASTICA DELLA TERZA ETA'”

Il silenzio.

Il gelo tra di noi e la confusione nei suoi occhi.

D’altra parte cosa puoi dire a una di 31 anni che invece di iscriversi a un corso di yoga o zumba va al corso di ginnastica della terza età?

Niente, perché quello è il mio habitat naturale.

Abbigliamento dei più disparati, tute in acetato, tute di pile, scarpe da running ma anche mocassini, polo, t – shirt ma anche maglioncini perché sì, sudi ma poi fa freddo e rimani fregato, capelli in piega che tengono la piega con qualsiasi esercizio e altre mille meraviglie. Il paradiso della tuta due ore alla settimana. Un sogno

E poi ci sono io, con i miei pantaloni di Decathlon e le mie magliette dei gruppi punk/hardcore tra cui spicca quella dei La Quiete, che essendo da uomo mi copre per bene il fianco largo.

Mesi di grande attività fisica, di fatica e sudore. Mesi in cui ho capito che se sei sportiva a 15 anni lo sarai anche a 78, mentre io probabilmente non lo sarò mai.

Perché lo confesso: durante gli esercizi per gli addominali penso, quasi sempre, al cibo.

Comunque, se ve lo chiedono, dite che vado a un corso di pilates 😉

Televideo txt

5 Feb

In principio fu mio nonno.

Durante le nostre telefonate lo sentivo dire spesso “Ho letto su Internet….” “Vado a controllare su internet” “Guarda che internet dice..”: tutto ok.

Peccato lui non abbia mai avuto un pc, né uno smartphone, ma solo un televisore.

Un giorno eravamo insieme a casa sua e, per raccontarmi com’era finita la tappa di quel giorno del Giro d’Italia (perchè il ciclismo è lo sport guida (ma solo guardato seduti sul divano) della nostra famiglia) mi disse: “Aspetta, andiamo su internet e controlliamo la classifica”.

Ah beh nonno, ora ti voglio proprio vedere. Vediamo come fai ad andare su Internet.

Con tutta la calma del mondo mio nonno prese il telecomando, schiacciò il tasto txt, poi tre numeri ed eccoci di fronte alla classifica di tappa del Giro d’Italia.

Internet era semplicemente il televideo.

index

 

Ma se per mio nonno era solo un mezzo per seguire meglio  il ciclismo, quel genio del male di mia madre ha fatto del televideo una filosofia di vita.

Qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno, sicuramente puoi trovare la risposta nel televideo e se mia madre è nei paraggi in meno di 2 secondi avrai anche il numero di pagina che devi digitare.

(Vale come rubrica sia per il televideo della Rai che per quello della Mediaset. Lei è polivalente. )

INPS, INFOTRAFFICO, METEO, OROSCOPO, POLITICA, GOSSIP, LE TRAME DEL SEGRETO.

Hai bisogno di qualche info?

C’è tutto.

Ma proprio tutto.

LE TEORIE SULLA MORTE DI DAVID BOWIE?

Ci sono anche quelle

TI SERVE UNA RICETTA?

Ce l’abbiamo

ANNUNCI MATRIMONIALI?

Anche

GRAFICHE ACCATTIVANTI?

No, ma quelle anche sticazzi

 

Magari meno fonti informazioni di internet, ma più sincere.

Perchè sul televideo trovi solo brevi notizie, ma rappresentano i fatti. Aggiornati. Ecco. Percentuale d’errore vicina allo zero.  Cosa paghi a fare un abbonamento a internet se tanto hai il televideo?? EH?? Ti piace sprecare i tuoi soldi???

Tanto che a volte, se voglio sapere i programmi tv, chiamo a casa e chiedo che pagina digitare (solitamente alle 20.30 mia madre guarda “Affari tuoi” quindi è sintonizzata sulla rubrica pagine televideo della Rai ergo pagina nr 515).

Grazie al televideo mia madre (62 anni) è totalmente informata su tutto quello che avviene nel mondo, dalla politica estera, alla cronaca fino alla musica indie (il 29 luglio 2013 mi chiamò per dirmi “Ho letto che il concerto dei blur di ieri sera non ha fatto sold out, ma se stamattina devi andare a Torino non dovresti trovare traffico o lavori in corso sulla tangenziale).

Ma come tutte le belle favole, anche la storia d’amore tra il televideo e mia madre sta attraversando una fase di crisi.

Da qualche mese, in casa è arrivato il tablet.

E con il tablet mia madre può leggere le anticipazioni in spagnolo de “Il Segreto”.

Cose che qua in Italia non si sanno ancora.

Ma caro txt, non essere il geloso.

Alla prima richiesta d’aggiornamento, sono sicura, tornerà fedelissima da te.

 

 

Torni? Forse

7 Gen

Ma che hai fatto in questi mesi da non avere proprio proprio il tempo di scrivere?

Ma….Sì….Beh, un po’ di cose le ho fatte…… Ma….. Ecco…. Onestamente non avevo più molta voglia di scrivere al pc. Cioè, se proprio te lo devo dire,  mi sono fatti i cazzi miei.

 

Ciao Lezioni di Parlo, non ci vediamo da tanto!

Sì, sono stata un po’ stronza con te, ma lo sai che la costanza non è il mio forte! Però ho preso un sacco di appunti per te in questi mesi, e con calma (e soprattutto con voglia) recupereremo.

Iniziamo da cosa ho imparato da questi mesi di puro e bellissimo, ma anche pronfondo e introspettivo, ozio:

 

Primo: se non hai voglia di scrivere, non scrivere.

Secondo: un paio di pantaloni stretti non ti fanno più magra, semplicemente si aprono quando meno te lo aspetti.

Terzo: la BB cream se te la metti negli occhi brucia in un modo incredibile (signori 4 volte negli ultimi 3 mesi)

Quarto: se non hai voglia di fare una cosa, non la fare. Ma butta sempre l’immondizia.

Quinto: un tavolo di donne single attraenti e intelligenti perde ogni attrattiva se passa l’intera serata a parlare di gatti in un susseguirsi di Foto, Urlettini e  Manine sulla faccia per enfatizzare i vari”OHHHHHHHHHHHHHH”

Sesto: la musica unisce tutti, soprattutto se obblighi gli altri ad ascoltarla. L’altro giorno i miei vicini hanno messo uno dei due pezzi di Justin Bieber che ascolto sempre a casa da almeno tre mesi, DI LORO SPONTANEA VOLONTA’.

Basta musica folkloristica balcanica. Sì “What do you mean”. Ecco. (Comunque vicini il mio preferito è “Sorry”)

Settimo: l’abbigliamento rilassato forse è out. Tipo la mia tuta da casa, sì quella che indosso ora, questa con i pantaloni bluette che si intonano alla felpa con le macchie di vernice e il nome del posto dove lavoro stampato sopra. Ecco. Devo iniziare a riservarla alle mura domestiche e non più alle situazioni da abbigliamento rilassato.

(Esempio di situazione da abbigliamento rilassato: caffè da amica dopo cena senza ospiti sconosciuti e/o interessanti, uscita per mettere benzina o cose simili, spesa all’iper d’inverno perché sopra ho il cappotto (ma i pantaloni si vedono comunque), passeggiata con cane che però al momento non ho, ma magari ce l’hai tu che mi leggi)

Ottavo: posso permettermi il punto sette perché ho comprato uno stock di pantaloni neri e tutosi, ma dignitosi, da Decathlon. Tutti neri, ma di modelli diversi. Che si sà che il nero smagrisce e la tuta dignitosa, comunque, fa sportiva e qualcuno finirà per credere che sono una persona sportivamente attiva.  Le scarpe da finto trekking, invece, le uso spesso ultimamente perché non mi fanno venire i piedi gelati, ma ammetto che siano veramente brutte.

Nono: continuo a cucinare di merda e di sicuro nessun uomo si innamorerà di me grazie alla mia cucina. Ma sticazzi, su Facebook c’è Cucinaremale ❤

Decimo: ora, come allora, se canto a voce alta quando ho gli auricolari io non mi sento, ma gli altri sì. Valeva nel ’95 all’Auchan di Corso Romania, vale ancora nel 2015.

 

Ciao.

Forse torno presto 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Musica da scaricati

19 Nov

Questo articolo ha avuto una gestazione lunghissima, era pronto nella mia testa da mesi ma niente, la pigrizia l’ha bloccato li. Fino a quando, qualche giorno fa, ho letto un articolo sullo stesso tema: il tasso di musica indie italiana e sfiga all’interno del suddetto era talmente alto che la pigrizia ha alzato le mani e ha permesso la nascita di questa nuova perla del mio blog preferito aka il mio.

Prologo

Nella mia vita sono veramente esperta di tre cose:

  1. CRETINATE
  2. TRASHATE
  3. ESSERE MOLLATA

 

E forse è per questo che un giorno una mia amica mi scrisse “Vale, se continuo ad ascoltare la musica che mi piace credo non smetterò mai di piangere. Creami una playlist”.

Tutto questo avveniva quando a Torino c’erano 35 gradi e il 90% di umidità, cioè a luglio. Amica, finalmente oggi avrai la tua playlist (o almeno l’avrai in parte).

 

Svolgimento

Se c’è una cosa che ho capito é che non importa che tu sia maschio o femmina, la prima cosa che devi fare è solo una:

BUTTA, NASCONDI O REGALA IL DVD DI “SE MI LASCI TI CANCELLO” (volete chiamarlo “The Eternal Sunshine Of The Spotless Mind? Fate pure tanteo il dvd lo dovete buttare lo stesso).

Prendetevi due settimane tirate fuori tutto il peggio delle canzoni d’amore che vi faranno ripensare che eravate in coppia e ora non lo siete più e piangete. Ma piangete forte. Cantate Always di Bon Jovi, Maps degli Yeah Yeah Yeahs, Hope dei Descendents, La Solitudine della Pausini: cantate quello che vi pare, anche se dentro di voi lo sapete che tanto niente, anzi, Nothing Compares 2 “Mille giorni di te e di me” come dolore e strazio e liberazione canora.

(Ho unito Prince, Sinead O’Connor e Baglioni e quindi mi sono auto concessa il grassetto. Ebbene sì)

Anyway, dopo due settimane basta. Se continuate a canticchiarvi pezzi alla “A me ricordi il mare” o simili non è che ne potrete uscire dallo strato di merda in cui nuotate.  Ora è il momento di detestare liberamente il/la nostro/a ex, perchè non importa se a torto o a ragione: di fatto ci ha scaricati e quindi, al momento, non ci sono parole dolci per te. Ma un sacco di vaffanculo in chiave pop.

Perchè alla fine quello che ci serve a noi scaricati è poter esternare i vaffanculo con tutta la leggerezza del pop.

Iniziamo. Ok.

 

IMG_1761

 

“FUCK YOU” Articolo 31 feat Paola Turci

Dobbiamo tutti partire di qua. All’inizio piangerete, ma gli ultimi 90 secondi vi faranno intravedere tutto quello che vi capiterà quando deciderete di smettere di piangere.

Frase epica dei 20 anni miei e di altre tre mie amiche “Con due parole e una bombola spray FUCK YOU per quando tornerai”

(pensate cosa volete, io questo pezzo ve lo proporrei in eterno).

 

“CAUGHT OUT THERE” Kelis

Inno.

 

“IRREPLECEABLE” Beyonce

Chi l’ha detto che Beyonce canta solo canzoni d’amore? Prendi le tue cose, mettile in quella scatola a sinistra poi fuori dalle palle

 

“CRY ME A RIVER” Justin Timberlake

Brittany ha lascialto Justin, che dopo aver pianto molto si è tirato su le maniche, ha scritto questo pezzo dedicandolo a Brittany e sappiamo tutti il declino che le è toccato.

 

“FIGHTER” Christina Aguilera

“Thought I would forget
But I remember”

Più un sacco di gorgheggi che non guastano mai

 

“STRONGER” Britney Spears

Brittany scusami per prima. Anche tu sei Stronger than yesterday, mica solo Justin.

 

“BYE BYE BOMBAY” Afterhours

Perchè questo è storicamente il mio pezzo da post rottura e non potevo fare finta di niente

 

“E ALLORA CIAO INTANTO” Veronica Lock

Perchè questo sarà sempre il mio inno alla leggerezza sentimentale e non potevo fare finta di niente bis

 

“COLPO DI PISTOLA” Subsonica

Nel 2004 ho registrato una cassetta a colui che mi aveva mollato con 60 minuti di questo pezzo in loop. Che per fortuna non mi accusò di stalking

 

“FUCK YOU” Cee-Lo Green

Abbiamo iniziato con un Fuck you e finiamo con un altro Fuck You.

Fatevi una doccia e preparatevi ad uscire con questo pezzo mentre sfanculizzate quello che è stato. Fuck You.

 

 

 

PS: non basta una playlist per riabilitare la visione de “Se mi lasci ti cancello”. Quel film è il male.

Festa di Laurea

13 Ott

A maggio circa avevo deciso che quest’estate non avrei iniziato nessuna relazione stabile. Dovevo dare gli ultimi due esami all’università, scrivere la tesi e fare tutto entro i primi di agosto per poi partire per tre settimane per il Giappone.
Ah, tutto questo lavorando.

Troppe cose da fare, troppe cose a cui pensare per potermi dedicare a una storia d’amore e ad accogliere nella mia vita una nuova persona. Curare i rapporti mentre sto dall’altra parte del mondo, sopportare la lontananza, non mandarlo a fare in culo mentre scrivo la tesi, etc etc etc

Tutto troppo complicato.

Io al massimo posso trovare il tempo per dedicarmi a finire tutto il gioco Jane’s Boutique comprando tutti gli upgrade e raggiungendo le tre stelline per ogni livello.

Ma ovviamente sono riuscita a tenere fede ai miei progetti iniziali e a non iniziare nessuna relazione stabile. Non mi sono neanche dovuta impegnare, non ho dovuto opporre resistenza a nessuno

Neanche una mezz’ora a crogiolarmi sul dubbio “forse potrei dare un’opportunità a questa relazione”.

Da maggio ad oggi il mio mondo delle relazioni sentimentali lo possiamo paragonare al parcheggio dell’Expo prima che l’Expo aprisse i battenti: un enorme spazio vuoto, se non fosse per quel container minuscolo dei cessi chimici per gli operai.

Tutta questa poetica metafora per annunciarvi che in realtà un flirt l’ho avuto.

CAP 1 “IL FLIRT”

Beh flirt: se fossimo nel 1957 lo definiremmo “simpatia”.

Se proprio vogliamo esagerare chiamiamo in aiuto Jennifer Paige e cantiamo tutti insieme “It’s just a little crush” (ndr le famose cotte di Cioè, mia grande fonte di formazione).

Per chi non ricordasse la canzone eccola:

Ma non distraiamoci e torniamo al mio flirt con questo favoloso motivetto di sottofondo.

CAP. 2 “VALINA SCRIVE LA TESI IN UN LUGLIO CALDISSIMO”

Era luglio e dopo un gioco di pollicioni verso l’alto scambiati reciprocamente su Facebook, gioco durato mesi, io e Pegasus (per privacy lo chiameremo come uno dei Cavalieri dello Zodiaco cercando di donargli anche una certa virilità e un aspetto avvenente) iniziamo a scriverci messaggi privati. Non ce lo chiediamo direttamente ma si capisce che entrambi non abbiamo relazioni stabili, se non con animali domestici o videogiochi sui nostri smartphone, e questo è un dettaglio molto importante.

Niente di che: battute, piccole conversazioni su svariati argomenti, robette insomma. Tutto molto con calma e senza nessun impegno.

Io ho la tesi da scrivere e lui altri impegni e le cose scorrono senza prendere forma.

C’è l’occasione per vedersi una volta ma io non posso e la volta dopo non può lui e ciao.

Io consegno la tesi e tre giorni dopo parto.

Tutto secondo i miei piani. Brava Vale, brava.

Poi quando torni riprenderai il discorso.

CAP 3 “VIAGGIO IN GIAPPONE”

Molto figo, se riuscite fatelo pure voi

CAP 4 “LAUREARSI A SETTEMBRE”

Torno ed arriva subito settembre.

Ed arrivano subito le date delle sessioni di laurea.

Io non lo cerco e lui non si fa sentire.

Mi laureo.

(la poesia di questo capitolo è stata tolta dal jet lag, che mi ha reso uno zombie per settimane)

CAP 5 “MA VUOI FESTEGGIARE?”

Ogni laurea merita di essere festeggiata e io non voglio essere da meno, anche se, con un po’ di sorpresa, scopro di essere molto più morigerata di una volta e accantono il piano di un Toga Party.

Organizzo una finta festa di laurea.

Creo l’evento su Facebook, perché così posso invitare più persone e rendere tutto più easy e soprattutto posso invitare Pegasus e riprendere il discorso dove l’avevamo lasciato e vedere dove arriveremo.

Pegasus però continua a non dare segni di vita al di fuori dei pollicioni verso l’alto su Facebook.

Non risponde neanche con un “Forse parteciperò” all’evento Facebook.

Insomma usa sto fottutissimo Facebook con più virilità, diamine.

CAP 6 “LA FESTA DI LAUREA”

La sera della festa di laurea una Valina assonnata arriva al luogo della festa sbadigliando, ma è la mia festa di laurea e sarà tutto bello.

Il tempo di prendere da bere e uscire di nuovo fuori dal locale e qualcuno mi tocca la spalla.

MA E’ PEGASUS!!!

Oddio è venuto, pure puntuale, evvai!!

Non capisco però, c’è questa ragazza vicino a lui che resta li e non si schioda. Va beh diamo inizio ai convenevoli e ai blah blah blah.

E dopo due amabili minuti di conversazioni risolviamo il mistero della ragazza che non si schioda.

E’ la fidanzata di Pegasus.

E ora , Pegasus, vorrei chiederti una cosa: MA CHE MINCHIA SEI VENUTO A FARE ALLA MIA FESTA DI LAUREA CON LA TUA FIDANZATA?

CAP 7 “OTTOBRE”

Mi sono scaricata Pet Rescue Saga e ad oggi posso dirvi che sto diventando parecchio brava.

The body

1 Ott

Ora hai 30 anni, il tuo corpo cambierà forma lentamente. Ascolta questo consiglio: i primi saldi che trovi, comprati un body modellante.

Eccoci a ottobre.

Archiviata l’estate, il caldo, la prova costume, fai la valigia e disfa la valigia, rieccoci tutti qua: grigi e autunnali davanti a un pc durante la settimana a pensare al cambio dell’armadio che forse faremo nel weekend. E non perché siamo persone organizzate e ordinate, ma semplicemente perché qua fa maledettamente freddo e vestirsi a cipolla con canottiere e golf di cotone sopra dei leggins capri a ottobre è da mentecatti.

Eccoti ottobre, tanto agognato ottobre, che prima di rivelarti, col tuo sapore di castagne e quei colori caldi e avvolgenti che ti fanno sentire autorizzato a fiondarti nel primo bar per una cioccolata calda, ci fai sucare settembre.

Settembre il mese del ritorno a scuola, il mese in cui, non si capisce perché, tutti hanno il down e quindi sono nervosi e quindi se ti trattano male tu devi capirli.

Settembre, il mese dei matrimoni.

Ora: cosa fa la sottoscritta quando la sera prima del matrimonio si accorge che dei circa 10 candidati abiti che ha a disposizione riesce ad entrare solo in due?

Ovviamente tira giù tutta la Treccani della parolaccia, inveisce contro il destino, i vestiti, gli stilisti, la bilancia, il metabolismo e tutte le ingiustizie del mondo, perché quei 10 kg che hai preso in più da quando sei tornata a studiare non dovrebbero esserti sbattuti in faccia così violentemente.

Un conto è quel numeretto sulla bilancia che sicuramente è causa di un guasto o della pila esaurita o della pila che hai cambiato ma che, sicuramente, hai posizionato male……Un conto è una lampo che non si chiude e l’immagine allo specchio di un bellissimo vestito giallo che resta aperto di lato per permettere al tuo maniglione dell’amore di esistere e salutarti.

Ma ecco che all’improvviso il cielo della disperazione viene rischiarato dalla saggezza materna.

METTI IL BODY MODELLANTE

E io ce l’ho il body modellante! L’ho preso all’outlet di Intimissimi coi saldi a febbraio: 15,90€  color carne che sta bene anche sotto i vestiti bianchi.

Sta li nel cassetto, ora lo prendo, lo metto e risolvo il problema.

E ora possiamo partire con la nostra favolosa guida all’utilizzo del body modellante.

PUNTO 1

Entra nel body dalle gambe e toglilo sempre passando dalle gambe. La sottoscritta può assicurarti che sfilare il body dalle braccia ti regalerà 10 minuti di panico e disperazione con il rischio di slogarti una spalla (neanche infilarlo dalle braccia è una passeggiata).

PUNTO 2

Il body non fa miracoli. La lampo del vestito continuerà a non chiudersi, mentre invece quell’altro vestito che ti sta ma ti segnava un po’ ora ti rende presentabile.

PUNTO 3

Se hai un body color carne non ti sbagliare: infilalo e non guardarti allo specchio fino a quando non sarai totalmente vestita. Il body color carne è orrendo, starebbe male a Kate Moss, tu se puoi risparmiati lo spettacolo.

E questo ci porta diretti al

PUNTO 4

Non lo mettere mai se esci con un uomo che ti interessa e ancora non ti ama per il tuo cervello, per la tua carbonara o per il tuo particolarissimo modo di rompergli i coglioni. Non lo rivedresti più.

COMUNQUE eccomi pronta per il matrimonio.

Respiro a fatica, mi sento tutta compressa sotto l’abito come se fossi una rolata del pranzo della domenica, ma l’abito mi scivola addosso che è un piacere e io non mostro segni di sofferenza. Basta respirare piano e non pensare a quelle stecche che fanno da diga ai tuoi 10 kg di troppo.

E poi niente.

Poi arriva il freddo e io vado a casa a cambiarmi e finalmente, prima di tornare alla festa, posso fare quello che rimando da ore: LA PIPI’.

Sgancio il body ed è la fine: l’effetto diga va a quel paese, finalmente riprendo a respirare e io ci provo a riagganciare tutto e riportare la situazione sotto controllo: ma la libertà della ciccia a volte non la puoi proprio reprimere.

E in due minuti eccomi che torno al matrimonio senza body, più cicciona, più sorridente e libera di andare in bagno tutte le volte che voglio.

Tinder

11 Giu

Sono viva.

Non proprio in ottima forma, ma comunque in forma.

Come ogni giugno sono nel vivo della sessione d’esami più merdosa che esista: quella estiva.

Nonostante i ragazzini oggi pomeriggio intonassero una nuova versione di “Seven Nation Army” dal profondissimo testo “E’ finitaaaa la scuooooolaaaa”, per me è tutto uno stare a casa e studia, esci e torna presto nel finesettimana che devi andare a letto presto e svegliarti presto e studiare.

Domenica pomeriggio è stato entusiasmante pulire l’aspirapolvere in ogni più remoto particolare (tra l’altro se avete un’aspirapolvere totalmente lavabile, vuol dire che potete smontare proprio tutto e che potete pulirlo proprio tutto. Vi auguro di non capirlo dopo tre anni come ho fatto io e di non scoprire inesplorati habitat di polvere, capelli e pelo di gatto).

Comunque.

Il 2 giugno mi sono svegliata così

La sera mi sono iscritta a Tinder.

Un po’ per gioco, un po’ per curiosità, principalmente perchè mi annoio a stare sui libri e metti mai che ne esce fuori qualcosa.

Allora:

Tinder è un’app dove in teoria conosci gente nuova basandoti inizialmente solo sul lato estetico. Se mi piace la tua foto e a te piace la mia iniziamo a scriverci, altrimenti ciao core.

A me già non piace quasi nessuno nella vita reale, figuriamoci su Tinder.

Infatti su Tinder non mi piace nessuno, se non un sosia di un mio ex.

Ma Tinder, che ha anche un lato profondo ed emotivo, valuta tutti i tuoi gusti personali (considerando tutti like alle pagine grazie al tuo profilo Facebook) e cerca una persona compatibile a te in base ai tuoi interessi.

Ok Tinder.

Imposto i filtri di ricerca. Mi sento speranzosa quindi imposto: Maschio, dai 30 ai 36, distante fino a 40 km.

“La ricerca per le persone compatibili richiede qualche minuto”

Attendo.

“Non ci sono persone compatibili al momento”.

Ah, cazzo. Va bene dai: Maschio, dai 30 ai 38, 60 km

“La ricerca per le persone compatibili richiede qualche minuto”.

Attesa.

“Non ci sono persone compatibili al momento”.

Ma che cazzo.

Va bene, l’hai voluto tu.

Maschio, dai 20 ai 55 anni, raggio di ricerca massimo: 160 km.

“La ricerca per le persone compatibili richiede qualche minuto”.

Sigaretta con battito di piede nervoso

“Non ci sono persone compatibili al momento”.

Cioè in un raggio di 160 km, CENTOSESSANTA, che vuol dire un diametro di ricerca di 320 km da dove abito, non esiste un maledetto morto di figa che sia compatibile con me?

Se consideriamo casa mia come il centro di un cerchio e un raggio di 160 km vuol dire che Tinder ha considerato:

  • il Piemonte
  • la Lombardia
  • la Valle d’Aosta
  • parte della Francia
  • parte della Svizzera
  • forse parte della Liguria, ma non sono sicura.

Tinder sei uno stronzo.

Impostazioni profilo

Disattiva account

Elimina App.

Noia torno da te.

PS: se poi per favore voi ragazzini e voi tifosi del calcio potete trovarvi un’altra canzone da storpiare per i vostri cori pieni di entusiasmo mi fate un favore. Io su “Seven Nation Army” nel 2003 ci limonavo un sacco con il mio fidanzato e mi state rovinando i ricordi.