La vita ai tempi del corona virus: giorno 17

25 Mar

Ci sono delle cose che mi auguro finiscano presto:

  1. Le puntate registrate prima del DPCM ac, de “I soliti ignoti”che, non si capisce quante siano, ma io ci terrei a capire da quanto tempo ESATTAMENTE, Amadeus non sta facendo un cazzo.
  2. “Salva questa candela e impostala come foto profilo…”
  3. #finoadomani. Ma fino a domani cosa?????
  4. Voglio riempire Facebook di colore e invito tutti i miei amici a pubblicare una foto della candela che gira su WhatsApp.

Non cito i balconi perché nel mio block, a parte il primo giorno <8salutiamo Mr. pianola che interpreta My Way), lacosa non ha attecchito.

 

Ciao raga, qua nevischia e per fortuna non ho ancora fatto il cambio dell’armadio.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 16

24 Mar

Dovrei decidere un importo, indicativamente tra i 2,50€ ed i 5€, e poi fare un fioretto: mettere quella somma in una busta ogni volta che c’è una conferenza stampa, un discorso, una diretta, un nuovo DPCM od un nuovo modello per Autocertificazione.

Se partissi domani, dovrei accuratamente contare tutti gli arretrati, ma in ogni caso una cifra pari a 2,50€ dovrebbe essere sufficiente, considerando il ritmo incessante.

Diretta? Metti in busta.

Nuova autodichiarazione? Metti in busta.

E via così

Poi arriverà il giorno in cui i cinema saranno riaperti già da un po’ e io potrò andare a vedere Parasites, sarete rientrati tutti dallo smart worki, si potranno mangiare di nuovo i gelati per strada e finalmente saremo autorizzati a pensare alla cazzate e all’estetica.

Allora quel giorno chiamerò Maurizio, prenderò la busta del frutto dell’amore di DPCM e Autocertificazioni, e gli parlerò del colore che ho in mente: un castano caldo simile ad un mix tra l’esterno del Twix ed il pelo del cane dei miei amici, che è un marrone bellissimo.

Ma poi alla fine non importa, basta che mi copri sto ciuffo bianco figlio delle conferenze stampa a tarda notte e dei sogni di carabinieri coi lanciafiamme.

E penserò: “Grazie Giuseppi, questa tinta l’ho fatta per te, grazie a te”.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 15

23 Mar

Mi sembra di vivere in questa condizione da tantissimo tempo.

Mi sembra normale che a lavoro, perché io sto ancora lavorando e mi sento una privilegiata per questo, quando esco dal mio ufficio e mi trovo negli spazi comuni ci muoviamo tutti come se fossimo in una coreografia di un centro anziani a caso.

Un passo indietro, slitta a sinistra, scivolata in diagonale, contro il muro, avanti, destra, gira la testa, non parlare, eccoti a destinazione.

Invece sono solo 15 giorni.

Perfino guardare i film dove si toccano inizia a sembra strano, vedere la gente che balla in discoteca e si struscia, in tutte le puntate di Elite vorrei urlargli “CHE CAZZO FATEEEEEEE!!! SIETE TROPPO VICINIIIIII”.

Oggi ho rivisto mia madre, dovevamo andare insieme in macchina. Così ci siamo incontrate, una seduta davanti, l’altra dietro messe a scacchiera, un’autorizzazione a testa, la mascherina pronta all’uso, parlarsi senza guardarsi in faccia.

E la vera follia è che è sembrato normale.

A volte mi sembra di vivere così da tanto tempo, ma, per fortuna, lo sento dentro che tutto mi sta stretto, che questo non fa per me, nonostante l’equilibrio, nonostante la serenità, nonostante l’attitudine a stare bene da sola. Non ho la testa per fare niente, mi sento bombardata di informazioni, di contenuti, di dirette, di proposte, di telefonate, di messaggi, di lezioni: mi sembra tutto troppo, a volte anche inopportuno.

Non riesco ad immaginare come sarà dopo, come sarà rivedere mio fratello o rivedere la mia migliore amica, il primo aperitivo, il primo concerto, la prima volta che potrò tornare al cinema. Ma mi piace pensarci, mi piace immaginare che dopo sarà come in “Poveri ma belli” ma a colori e che troveremo tutti assurdo che per 2 mesi abbiamo avuto paura di toccarci.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 14

22 Mar

Siamo un Paese fighissimo, pieno di talenti pazzeschi e risorse infinite.

Ma sulla comunicazione a Palazzo Chigi, potremmo migliorare eh…. Emettere un decreto di questa portata il sabato notte e renderlo ufficiale dal lunedì mattina  è da folli.

Ma per fortuna io ormai ho superato la fase ansia, io ora dormo. Stanotte ho dormito 8 ore, poi ho dormito il pomeriggio ed ora ho di nuovo sonno.

Ho tutto ingrovigliato, l’emotivo, il giramento di coglioni, le preoccupazioni ecc ecc ecc

Tutto annodato, però dormo: che benessere.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 13

21 Mar

Mi ero messa a letto con il pc e avevo tutta una roba in mente da scrivere.

Poi è partita la diretta di Giuseppe e questo 13mo giorno lo chiudiamo così.

In silenzio.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 12

20 Mar

Il venerdì si conferma sul podio, forse addirittura vincitore del primo premio, dei miei giorni preferiti anche in quarantena.

Nel mio fine settimana annunciamo:

  • zeppole a domicilio
  • playlist selezionate e dedicati ad appassionate pulizie
  • lezioni di yoga
  • lo shopping settimanale con lenti a contatto e trucco
  • visione di Elite intervallata a ripetuti pisolini (ci metterò due giorni per vedere un episodio)
  • in forte ascesa la possibilità di un pranzo domenicale a base di fritto misto alla piemontese a domicilio.

48 ore da urlo, che mi rimetterrano al mondo ed eleveranno l’umore di Miss America al di sopra delle stelle, perché già ora mi sembra l’essere vivente più felice ed esaltato del mondo. Immagino che oggi mentre ero a lavoro lei abbia dato un party per festeggiare l’archiviazione dei trolley e degli zaini.

Ma non è che tutto sto lockdown è un’invenzione dei gatti per bloccarci in casa con loro?

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 11

19 Mar

E’ strano trovare una routine e della normalità in tutto questo, eppure è quello che sta capitando a me. Mi sento come se stessi vivendo un’esperienza parallela a quelle che intuisco dai social: stesso scenario, stessa preoccupazione  eppure giornate diverse, stati d’animo diversi.

Non sono la persona che ero un mese fa, quando tutto è iniziato eppure io sono, nei limiti in cui lo consente questa situazione, serena. Dopo un primo periodo di allarme ho ritrovato il mio equilibrio, ho preso le mie misure e ho ripreso a navigare con il sorriso in faccia e Beyoncè nelle orecchie.

Quando tutto questo è iniziato, io ero a Roma e domenica 23 mi sono sparata 4 ore di Italo assistendo ai primi segni di quello che poi sarebbe diventata la nuova normale amministrazione. Mascherine, sguardi sospettosi, terrore: non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo. In questo momento, o sarebbe più giusto dire domani mattina, avrei dovuto riempire uno dei miei due trolley e poi partire per Venezia. Invece oggi ho pulito per bene l’ultimo trolley che avevo lasciato a portata di mano, l’ho impacchettato e l’ho ritirato. Ma non provo angoscia neanche nel mettere in stand by questa parte della mia vita. E’ solo questione di attendere, di saper accettare che ora è il momento di altro, di saper rinunciare.

E, negli ultimi anni, non ho fatto che esercitarmi all’attesa, alla rinuncia, alla pazienza, alla lentezza.

Mi sono arresa alla lentezza di queste giornate, le ho lasciate entrare in casa e le ho arredate a mia misura e ora che hanno vestiti colorati e fischiettano canzoni pop, siamo pronti per la primavera, che sta arrivando e ci stupirà come sempre.

 

 

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 10

18 Mar

Stanotte, dopo mezzanotte, ho letto questo articolo (di cui non metterò il link perchè non voglio contribuire alla diffusione di quella schifezza) e mi sono così arrabbiata che ho commentato (non è molto da me) e poi non ci ho praticamente dormito sopra.

Ma chiedo alla regia un rapido RVM per capire meglio la situa:

WhatsApp Image 2020-03-18 at 12.22.44.jpeg

Dicevo, mi sono così arrabbiata che non mi sono solo limitata a commentare, ma poi non ci ho dormito la notte.

Questo continuo pensare ai single come un villaggio vacanze 24/7 mi fa incazzare sempre, figuriamoci ora.

La solitudine è una brutta bestia: non siamo tutti pronti ad affrontarla e superarla e, soprattutto, non siamo tutti pronti a vincerla sempre.

Non vi farò pipponi, siamo già bombardati su qualsiasi cosa in questo momento, ma da donna single che vive da sola e non vede nessuno al di fuori del lavoro vi chiedo questo: se tra i vostri amici c’è qualcuno solo, magari chiedeteglielo come sta in questi giorni.

Pensateci che se uno non esce di casa manco per lavorare, vuol dire non parlare con un essere umano magari per giorni. Pensateci a quanto può essere alienante non avere uno sguardo amico in un momento down. Pensateci ora e ricordatevelo anche quando torneremo alla normalità, perchè la solitudine, quella che ti mangia dentro, quella stronza, resterà anche dopo.

Questa situazione è difficile per tutti quanti noi, ma affrontarla da soli è una bella impresa.

Intanto io vi abbraccio a tutti da distante dal vivo, da brava piemontese, non lo farei.

 

Pezzo del giorno: Everybody Hurts

Articolo del giorno: https://www.ilpost.it/2020/03/16/consigli-psicologici-coronavirus/?fbclid=IwAR0RGkxWmxyLcVQG6-yGsjxqj69Z_yS30GP-iZ9cbWsWkqynihdqRjtz9LI

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 9

17 Mar

La pizza.

A me non me ne frega un cazzo di sapere che voi vi fate la pizza o di sapere quanto è buona la pizza fatta in casa.

Io voglio che la pizzeria a cui sto pensando riapra e mi porti la pizza a casa.

Come opzione b vanno bene anche le altre pizzerie.

Passo e chiudo.

La vita ai tempi del Coronavirus: giorno 8

16 Mar

“I divorzi in Cina dopo la quarantena sono aumentati del 30%”. 

Me lo state rimbalzando in tanti da giorni, per chi mi avete preso? Per una principiante?

Ma mentre non auguro a nessuno la deriva della proprio vita sentimentale (a meno che questa non sia una merda: in tal caso scappare sempre), avrei una domanda per Paolo Fox.

A Febbraio hai iniziato ad illudermi parlandomi di Venere che FINALMENTE  (e aggiungere anche mecojoni) sarebbe tornata nel cielo della Vergine a marzo. Marzo il mese che avrebbe cambiato la nostra vita sentimentale, marzo il mese della primavera.

Mi ricordo ancora la tua frase: preparati Vergine perché nel tuo giardino torneranno a sbocciare i fiori. Anche i single più radicati avranno un cambiamento EPOCALE.

Che cosa cazzo intendevi di preciso? Che da single sarei passata ad eremita? Che fiori sarebbero sbocciati perché a marzo non mi sarebbe restato altro che il giardinaggio?

E’ vero, è stato un cambiamento epocale ma potevamo continuare sull’onda del devi lavorare, dovete guardare dentro voi stessi aka non succede un cazzo.

Ed è inutile che ora mi correggi il tiro e mi parli di fine primavera e di estate importante, mentre riprendi la solita cantilena di prendersi tempo per progettare, per riflettere.  Dichiaro aperta ufficialmente un’altra nostra crisi Paolo, per scarsa professionalità.

Nel frattempo, da un post di un’amica (ciao Gabri), ho iniziato ad interrogarmi sul mondo Tinder. Cosa succederà ora che non si può trombare neanche se hai l’autorizzazione? Ci si parlerà? Nasceranno legami fondati sulla conversazione spinti dalla necessità di allontanare la noia? Ci sarà il vuoto cosmico? ABBIAMO NOTIZIE?!?

E come sarà dopo? Ci salteremo addosso? Torneremo a parlarci, a corteggiarci memori di questi giorni in cui siamo stati privati di qualsiasi forma di contatto? La primavera che arriva e la quarantena che ci tarpa le ali, riusciranno a tirarci fuori da quel guscio che  ci ha rinchiusi in un individualismo fatto di paranoie e assenza di interesse verso gli altri?

In poche parole: torneremo a limonare a caso? Torneremo a divertirci per il gusto del piacere come facevamo qualche anno fa?

Mentre tutti ci interroghiamo su Tinder, sul dopo e sullo stato della vostra coppia,  io, comunque, volevo informarvi che sono talmente stressata che sto dimagrendo (o forse sarà che non esco più), per cui primavera, sappi che mi troverai in formissima e prontissima 😉

Canzone del giorno: Underwater love
Video/articolo/roba del giorno: stasera c’è Harry Potter non vedo quali altri opzioni