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l’insostenibile leggerezza del Cioè <3

7 Nov

Guidare mi piace un sacco, guidare da sola poi è il massimo.

Oltre al farmi sentire una femmina pratica, intraprendente e cazzuta i veri motivi per cui guidare da sola per distanze lunghe mi piace così tanto sono i seguenti:

1) scelgo io la musica

2) posso cantare quanto voglio e al volume desiderato. (ora ho anche imparato che d’estate con i finestrini abbassati se canti ferma al semaforo Duffy come se non ci fosse un domani gli altri ti sentono)

3) all’occorrenza posso sbadigliare e tossire senza mettermi la mano davanti e di notte, ma sempre all’occorrenza, posso anche mettermi le dita nel naso.

4) posso parlare di cosa voglio, con l’enfasi che voglio e all’interno dell’abitacolo sono tutti d’accordo. (sì in macchina spesso parlo da sola, ma mi piace pensare che dopo l’avvento degli auricolari e di quella cosa strana che colleghi il telefono alla macchina e parli in vivavoce, chi mi vede da fuori non pensi minimamente che io sia picchiatella)

Effettivamente sono tutte cose che potrei fare anche a casa visto che vivo da sola esclusi il punto 2, per senso del pudore, e il punto 4.

Niente come guidare mi rilassa facendo partire la mia mente in riflessioni sul mondo.

Ovviamente le mie personali riflessioni sul mondo sono totalmente frivole e inutili. Per esempio ho passato agosto a riflettere sulla questione “Cordon Bleu”: ci saranno anche le piume e le zampe del pollo dentro? (grazie amica C. per la pulce nell’orecchio)

Poi a settembre mi sono interrogata sui reali capelli di Beyoncè, che non si capisce mai se li ha corti, medi, lunghi: dai B. basta toupè qua vogliamo la chioma vera.

C’è stata la settimana esistenziale: “Ma fossi adolescente guarderei “Ginnaste: vite parallele”? E nel caso, mi piacerebbe? Poi magari vorrei pure fare dello sport?”. La questione è stata archiviata decidendo che di sicuro non guarderei “Calciatori giovani speranze” ma avrei comunque un debole per “16 anni incinta USA”.

Oggi mi è arrivata la vera domandona: “Ma Cioè, lo faranno ancora”.

Bom, da lì sono partita con l’onda emotiva dei ricordi, robe che il flashback sulla vita di Gingy in Shrek sparisce.

Quanto ho amato quel giornaletto.

cioè

I miei genitori hanno avuto un’edicola per tutta la mia fanciullezza, il che ha sempre voluto significare totale libertà nella scelta dei colori del regalo della settimana. Perché Cioè ogni settimana ti regalava qualcosa: braccialetti ipercolorati che duravano al massimo una settimana circa, trucchi, porta gioie e gioia in generale.

Per non parlare degli adesivi. Tutta la copertina di Cioè era staccabile, dal faccione dei Take That al retro di copertina, adesivi usati da noi femmine per decorare le letterine dove tu, piccola ragazzina brufolosa confessi la cotta per quell’altro brufoloso dell’altra classe  alla tua amichetta del momento, brufolosa pure lei.

Gli articoli poi erano delle perle. Interviste composte da domande totalmente inutili, ma così geniali. Come chiedere a Peter Andre a che età aveva limonato per la prima volta. Che intanto delle canzoni che canti non gliene fotte una minchia a nessuno.

E poi la posta.

Questo è proprio un argomento a parte. Tutti portiamo la posta di Cioè nel cuore. Maschi e femmine.

Infatti se c’è una cosa che non ho mai mandato giù è che io, superfan, non ho mai scritto alla rivista del mio cuore. Ma diamine, questa cosa di doverti inventare un soprannome mi ha sempre mandato in tilt. L’argomento segni zodiacale era da eliminare subito: mai mi sarei firmata come Verginella 84. NEVER EVER.

Fragolina, Principessa, Piccolastella, Romantica, Piccolabimba, Albachiara etc etc mi hanno sempre fatto vomitare.

Io a 12 anni portavo già il 41 di scarpa, mi manca un pezzo d’orecchio dalla nascita: come mi dovevo chiamare???? Piedone84?? Farouk Kassam??

Temo non sarei stata presa sul serio e sarei stata cestinata e, saggiamente, mi sono evitata settimane ad aspettare inutilmente la mia letterina pubblicata con tanto di risposta.

La mia vera domanda comunque troverà risposta sabato mattina, giorno in cui ho deciso mi recherò in edicola e cercherò tra le varie riviste il mio amato Cioè.

E so benissimo che nel caso in copertina ci saranno i One Direction.

Ma fino a sabato voglio concentrarmi su una versione di Cioè trash per trentenni con gli adesivi di Miley Cyrus in posa twerk e Trucebaldazzi e all’interno il poster di Beck da un lato e Justin Timberlake dall’altro.

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